Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Termini massimi della custodia cautelare: l’incidenza delle aggravanti speciali

27 Ottobre 2015 | di Enrico Campoli

Cass. pen., Sez. un.

Termini di custodia cautelare

In caso di pluralità di circostanze aggravanti, che determinano una pena diversa da quella ordinaria del reato ovvero ad effetto speciale, ai fini del calcolo dei termini massimi di custodia cautelare - per le fasi antecedenti all’emissione della sentenza di primo grado - occorre tenere conto, oltre che della pena stabilita per il reato all’esito dell’applicazione della circostanza più grave, anche dell’ulteriore (e facoltativo) aumento non superiore al terzo di cui all’art. 63, comma 4, c.p.

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Rimessa alle Sezioni unite la questione su quale rito seguire in caso di ricorso per Cassazione ex art. 325 c.p.p.

26 Ottobre 2015 | di Viviana Torreggiani

Cass. pen., Sez. VI

Misure cautelari reali

Quando il ricorso per Cassazione non è proposto contro un provvedimento emesso nel dibattimento o contro una sentenza deliberata ex art. 442 c.p.p., il rito ordinario davanti alla Corte di cassazione è quello camerale con il solo contraddittorio scritto, secondo la disciplina dell’art. 611 seconda e terza parte. Il rito camerale partecipato, nelle forme dell’art. 127 c.p.p. e in particolare con l’intervento orale delle parti, costituisce un’eccezione, che deve essere espressamente prevista dal legislatore.

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Atti osceni in luogo pubblico. La prostituzione coatta integra lo stato di necessità

20 Ottobre 2015 | di Tania Rizzo

Cass. pen., Sez. III

Stato di necessità

Non è punibile la persona che abbia commesso il delitto di atti osceni in luogo pubblico quando, al momento del fatto, la stessa era vittima di gravissimi delitti, quali la riduzione in schiavitù, la prostituzione coatta ed altri delitti contro la persona, tutti accertati a seguito di processo con sentenza passata in giudicato e poi acquisita agli atti nel corso del giudizio di merito cosi ché sia emersa in maniera evidente la sussistenza dello stato di necessità ex art. 54 c.p. La Corte suprema annulla senza rinvio la sentenza di merito impugnata perché l’imputata non è punibile per avere agito in stato di necessità.

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Gara pubblica. Può esserci turbativa nella scelta del contraente anche prima della predisposizione dei bandi

16 Ottobre 2015 | di Gabriele Minniti

Cass. pen, Sez. VI

Frodi penalmente rilevanti

Ai fini della configurabilità del delitto previsto dall’art. 353-bis c.p., le condotte dirette ad interferire illecitamente sulla determinazione del contenuto del bando di gara o dell’atto ad esso equipollente, assumono rilevanza solo se l’organo o l’ente pubblico abbia iniziato il procedimento amministrativo che dimostri la volontà di contrarre, senza che sia necessario il ricorso a modelli tipizzati.

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La competenza per l’interrogatorio di garanzia in caso di misura cautelare applicata in sede di appello proposto dal P.M. avverso l’ordinanza del Gip

15 Ottobre 2015 | di Caterina Brignone

Cass. pen., Sez. VI

Custodia cautelare in carcere

In caso di misura cautelare personale applicata in sede di appello proposto dal pubblico ministero ex art. 310 c.p.p. avverso l’ordinanza del Gip di rigetto della richiesta di applicazione della misura cautelare, compete al Gip, ex art. 294, comma 1, c.p.p., procedere all’interrogatorio di garanzia.

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La responsabilità del personale di una struttura sanitaria per abbandono di incapace per omesso controllo del paziente all’interno della struttura

09 Ottobre 2015 | di Vittorio Nizza

Colpa professionale

L'art. 591 c.p. tutela, non già il rispetto dell'obbligo legale di assistenza in sé considerato, quanto il valore etico-sociale della sicurezza della persona fisica contro determinate situazioni di pericolo che non deve necessariamente essersi realizzato e la condotta di "abbandono" resta integrata da qualunque azione od omissione, contrastante con il dovere giuridico di cura o di custodia, che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o per l'incolumità del soggetto passivo.

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I limiti dell’archiviazione a fronte di una diversa qualificazione del fatto-reato

08 Ottobre 2015 | di Enrico Campoli

Cass. pen., Sez. un.,

Archiviazione

La diversa qualificazione giuridica di un fatto-reato consente l’esercizio dell’azione penale anche in caso di già intervenuta archiviazione per esso, senza cioè che sia richiesta al giudice per le indagini preliminari l’autorizzazione alla riapertura delle indagini.

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Soggetto agli arresti domiciliari. Il discrimen tra violazione delle prescrizioni ed evasione

06 Ottobre 2015 | di Guido Colaiacovo

Cass. pen., Sez. VI

Evasione

Integra il reato di evasione qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione, non assumendo alcun rilievo, a tal fine, la sua durata, la distanza dello spostamento, ovvero i motivi che inducono il soggetto ad eludere la vigilanza sullo stato custodiale.

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L'incompatibilità del giudice non è causa di nullità

02 Ottobre 2015 | di Luca Della Ragione

Cass. pen. Sez. II

Capacità del giudice

L'incompatibilità ex art. 34, c.p.p. non attiene alla capacità del giudice e non determina, pertanto, la nullità del provvedimento ex artt. 178 e 179, c.p.p., ma costituisce soltanto motivo di possibile astensione ovvero di ricusazione dello stesso giudice, che deve essere fatto valere tempestivamente con la procedura di cui all'art. 37 c.p.p.

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Violazione del divieto di tortura: l’Italia condannata dalla Corte Edu per i fatti della scuola “Diaz- Pertini”

30 Settembre 2015 | di Cristina Ingrao

Corte Edu,

Tortura

Con la sentenza del 7 aprile 2015, Cestaro c. Italia (ricorso n. 6884/11), la Corte Edu ha condannato l’Italia, all’unanimità, per violazione dell’art. 3 della Cedu (rubricato “Proibizione della tortura”), per i maltrattamenti subiti dal ricorrente ad opera della polizia italiana nel corso della sua irruzione presso il plesso scolastico “Diaz-Pertini”, la notte fra il 21 e il 22 luglio 2001.

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