Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La sospensione condizionale della pena in fase esecutiva. La pronuncia delle Sezioni unite

03 Novembre 2015 | di Luigi Levita

Cass. pen. Sez. un.

Sospensione condizionale della pena

Il giudice dell’esecuzione deve revocare la sospensione condizionale della esecuzione della pena concessa in violazione dell’art. 164, comma 4, c.p. in presenza di cause ostative, salvo che tali cause risultassero documentalmente al giudice della cognizione. A tal fine il giudice della esecuzione acquisisce, per la doverosa verifica al riguardo, il fascicolo del giudizio.

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Utilizzabilità delle prove illecite nel processo. Nuove aperture sulla lista Falciani

02 Novembre 2015 | di Natalia Rombi

Trib. Novara

Prova

Non è affetta da inutilizzabilità patologica la documentazione concernente due conti correnti aperti presso la Banca HSBC di Ginevra in cui, in ipotesi di accusa, sarebbero state versate dall'imputato somme di denaro provento di redditi non dichiarati in Italia, sebbene indebitamente sottratta e duplicata da un ex dipendente dell'istituto di credito.

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Assoluzione dell’autore del reato presupposto e responsabilità “da reato” dell’ente

30 Ottobre 2015 | di Paolo Di Fresco

Cass. pen., Sez. I

Responsabilità degli enti

Ai sensi dell’art. 8 d.lgs. 231/2001, la responsabilità dell’ente sussiste anche quando l’autore del reato non sia stato identificato o non sia imputabile e, pertanto, anche nel caso in cui la persona fisica cui era stata attribuita la responsabilità del reato presupposto venga assolta per non aver commesso il fatto. Con un comunicato stampa del 2003, un manager di Citybank avrebbe diffuso notizie false su un contratto di associazione in partecipazione con una società controllata da Parmalat, allo scopo di sostenere il valore borsistico di quest’ultima e occultarne l’obiettiva situazione di precarietà finanziaria.

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Le “nuove” false comunicazioni sociali, tra continuità e discontinuità normativa con la disciplina previgente

29 Ottobre 2015 | di Letizia d'Altilia

Cass. pen., Sez. V

Reati societari

Nonostante la legge n. 59 del 2015 abbia espunto dall’oggetto di falsità le valutazioni e introdotto la qualificazione di “rilevanza” per i “fatti materiali”, deve ritenersi che tra la fattispecie previgente e quella di nuova configurazione nell’art. 2621 c.c. sussista un rapporto di c.d. continuità normativa, con conseguente applicazione, ai sensi dell’art. 2, comma 4, c.p., della norma di cui all’art. 2622 c.c. nella sua previgente formulazione, in quanto più favorevole per la maggiore selettività della fattispecie tipizzata.

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Termini massimi della custodia cautelare: l’incidenza delle aggravanti speciali

27 Ottobre 2015 | di Enrico Campoli

Cass. pen., Sez. un.

Termini di custodia cautelare

In caso di pluralità di circostanze aggravanti, che determinano una pena diversa da quella ordinaria del reato ovvero ad effetto speciale, ai fini del calcolo dei termini massimi di custodia cautelare - per le fasi antecedenti all’emissione della sentenza di primo grado - occorre tenere conto, oltre che della pena stabilita per il reato all’esito dell’applicazione della circostanza più grave, anche dell’ulteriore (e facoltativo) aumento non superiore al terzo di cui all’art. 63, comma 4, c.p.

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Rimessa alle Sezioni unite la questione su quale rito seguire in caso di ricorso per Cassazione ex art. 325 c.p.p.

26 Ottobre 2015 | di Viviana Torreggiani

Cass. pen., Sez. VI

Misure cautelari reali

Quando il ricorso per Cassazione non è proposto contro un provvedimento emesso nel dibattimento o contro una sentenza deliberata ex art. 442 c.p.p., il rito ordinario davanti alla Corte di cassazione è quello camerale con il solo contraddittorio scritto, secondo la disciplina dell’art. 611 seconda e terza parte. Il rito camerale partecipato, nelle forme dell’art. 127 c.p.p. e in particolare con l’intervento orale delle parti, costituisce un’eccezione, che deve essere espressamente prevista dal legislatore.

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Atti osceni in luogo pubblico. La prostituzione coatta integra lo stato di necessità

20 Ottobre 2015 | di Tania Rizzo

Cass. pen., Sez. III

Stato di necessità

Non è punibile la persona che abbia commesso il delitto di atti osceni in luogo pubblico quando, al momento del fatto, la stessa era vittima di gravissimi delitti, quali la riduzione in schiavitù, la prostituzione coatta ed altri delitti contro la persona, tutti accertati a seguito di processo con sentenza passata in giudicato e poi acquisita agli atti nel corso del giudizio di merito cosi ché sia emersa in maniera evidente la sussistenza dello stato di necessità ex art. 54 c.p. La Corte suprema annulla senza rinvio la sentenza di merito impugnata perché l’imputata non è punibile per avere agito in stato di necessità.

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Gara pubblica. Può esserci turbativa nella scelta del contraente anche prima della predisposizione dei bandi

16 Ottobre 2015 | di Gabriele Minniti

Cass. pen, Sez. VI

Frodi penalmente rilevanti

Ai fini della configurabilità del delitto previsto dall’art. 353-bis c.p., le condotte dirette ad interferire illecitamente sulla determinazione del contenuto del bando di gara o dell’atto ad esso equipollente, assumono rilevanza solo se l’organo o l’ente pubblico abbia iniziato il procedimento amministrativo che dimostri la volontà di contrarre, senza che sia necessario il ricorso a modelli tipizzati.

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La competenza per l’interrogatorio di garanzia in caso di misura cautelare applicata in sede di appello proposto dal P.M. avverso l’ordinanza del Gip

15 Ottobre 2015 | di Caterina Brignone

Cass. pen., Sez. VI

Custodia cautelare in carcere

In caso di misura cautelare personale applicata in sede di appello proposto dal pubblico ministero ex art. 310 c.p.p. avverso l’ordinanza del Gip di rigetto della richiesta di applicazione della misura cautelare, compete al Gip, ex art. 294, comma 1, c.p.p., procedere all’interrogatorio di garanzia.

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La responsabilità del personale di una struttura sanitaria per abbandono di incapace per omesso controllo del paziente all’interno della struttura

09 Ottobre 2015 | di Vittorio Nizza

Colpa professionale

L'art. 591 c.p. tutela, non già il rispetto dell'obbligo legale di assistenza in sé considerato, quanto il valore etico-sociale della sicurezza della persona fisica contro determinate situazioni di pericolo che non deve necessariamente essersi realizzato e la condotta di "abbandono" resta integrata da qualunque azione od omissione, contrastante con il dovere giuridico di cura o di custodia, che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o per l'incolumità del soggetto passivo.

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