Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Le Sezioni unite sul rifiuto di sottoporsi all'accertamento del tasso di alcool: non si applica l’aggravante dell’incidente stradale

02 Dicembre 2015 | di Alessandro Trinci

Cass. pen., Sez. un.

Circolazione stradale

La circostanza aggravante dell'aver provocato un incidente stradale, prevista dall'art. 186, comma 2-bis, cod. strada in riferimento al reato di guida in stato di ebbrezza, non si applica al reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza di cui all'art. 186, comma 7, cod. strada.

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Il ragionevole dubbio e la regola di giudizio per le dichiarazioni del coindagato

01 Dicembre 2015 | di Viviana Torreggiani

Cass. pen., Sez. I

Prova

La nozione di riscontro altro non è che la semplificazione espressiva di un meccanismo convalidante che il legislatore descrive nell’art. 192, comma 3, c.p.p. con l’espressione altri elementi di prova che ne confermano l’attendibilità, espressione riferita alle dichiarazioni rese dal coindagato, portatore di un deficit soggettivo di attendibilità.

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La portata applicativa della legge Balduzzi anche alla colpa per negligenza e imperizia. L’evoluzione giurisprudenziale

30 Novembre 2015 | di Vittorio Nizza

Cass. pen., Sez. IV

Colpa professionale

Sebbene gli orientamenti non siano ancora consolidati in ordine alla portata della novella apportata dalla legge Balduzzi (d.l. 158/2012 conv. l. 189/2012), la più recente giurisprudenza di questa Corte estende la rilevanza della colpa lieve, anche ad addebiti diversi dell’imprudenza.

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La valutazione delle dichiarazioni rese dai chiamanti in reità e correità. I principi della suprema Corte

25 Novembre 2015 | di Giovanni Francolini

Cass. pen., Sez. V

Chiamata in reità o correità

In tema di valutazione della chiamata in reità, la verifica dell'intrinseca attendibilità delle dichiarazioni può portare anche ad esiti differenziati, purché la riconosciuta inattendibilità di alcune di esse non dipenda dall'accettata falsità delle medesime, giacché, in tal caso, il giudice di regola è tenuto ad escludere la stessa generale credibilità soggettiva del dichiarante.

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L’assenza della persona offesa non è causa ostativa alla dichiarazione di improcedibilità per particolare tenuità del fatto

24 Novembre 2015 | di Ottavia Murro

Cass. pen., Sez. un.

Particolare tenuità del fatto

Nel procedimento davanti al giudice di pace, la mancata comparazione in udienza della persona offesa, regolarmente citata ovvero irreperibile, non è di ostacolo alla dichiarazione di improcedibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 34 d.lgs. 274/2000. Infatti, l’opposizione della persona offesa, prevista dal comma 3 della suddetta norma, deve essere espressa e non può essere desunta da atti o comportamenti che non hanno il carattere di una formale ed inequivoca manifestazione di volontà in tal senso.

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Le notifiche al difensore di fiducia invece che nel luogo indicato nell’elezione di domicilio: irregolari ma valide

23 Novembre 2015 | di Michele Sbezzi

Cass. pen., Sez. VI

Notificazioni

La notifica all’imputato, poi rimasto contumace, eseguita presso lo studio del difensore nonostante regolare elezione di domicilio altrove, è irregolare; tuttavia, in costanza di rapporto fiduciario con il difensore medesimo, essa non è astrattamente inidonea ad assolvere la propria funzione comunicativa e non impedisce quindi di ritenere che l’imputato abbia comunque avuto piena contezza dell’avvio del processo.

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Sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni costituiti in pegno regolare dall'indagato

20 Novembre 2015 | di Dario Cavarra

Cass. pen., Sez. III

Sequestro preventivo

In tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni costituiti in pegno regolare, compete al giudice che sequestra o, in caso di ricorso, al giudice del riesame, valutare se sia il caso di scindere, ai fini della cautela, la posizione del creditore estraneo all’illecito penale rispetto a quella dell’indagato, realizzando un bilanciamento tra l’interesse pubblico e quello privato mediante la limitazione del vincolo alle sole facoltà dell’indagato sul bene sequestrato.

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Le condizioni di trattenimento dello straniero in attesa dell'allontanamento

19 Novembre 2015 | di Lorenzo Cordì

Corte Edu,

Stranieri

Il trattenimento de facto di migranti operato in assenza di una espressa previsione legale viola l'art. 5 § 3 della Cedu. L'informazione ai migranti del loro status giuridico e delle possibilità di accesso alla tutela giurisdizionale deve risultare tempestiva ed effettiva pena la violazione dell'art. 5 § 3 e dell'art. 5 § 4 della Cedu.

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Sospensione della patente nel caso di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova

18 Novembre 2015 | di Attilio Mari

Cass. pen., Sez. IV

Sospensione del procedimento con messa alla prova

Nella specifica ipotesi di estinzione del reato prevista dall’art.186 del d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (codice della strada) a seguito di esito positivo della messa alla prova, la competenza a irrogare la sanzione amministrativa della sospensione della patente, ai sensi dell’art. 224, comma 3, dello stesso testo normativo, va individuata in capo al prefetto che, a propria volta, provvede all’esito della trasmissione degli atti da parte della cancelleria del giudice a seguito del passaggio in giudicato della sentenza.

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Sulla validità della querela non autenticata ma sottoscritta dalla persona offesa e dal difensore

17 Novembre 2015 | di Antonella Marandola

Cass. pen., Sez. V

Persona offesa dal reato e soggetto danneggiato

È da considerarsi valida la querela sottoscritta dalla persona offesa e in calce dal difensore che l'ha depositata in procura, considerato che, in virtù dell'art. 337, comma 1, c.p.p., la querela presentata da un incaricato deve essere munita dell'autenticazione della sottoscrizione da soggetto a ciò legittimato e, quindi, ai sensi dell'art. 39 disp. att. c.p.p., anche dal difensore, nominato formalmente o tacitamente, fermo restando che, ai fini della validità dell'atto di querela, non è necessario che la sottoscrizione del querelante sia contestualmente autenticata dal difensore.

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