Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Il principio della pubblicità nelle procedure giudiziarie. Il cammino della Corte Costituzionale

03 Settembre 2015 | di Maria Mercedes Pisani

Corte Cost.

Convenzione europea dei diritti dell’uomo

La garanzia della pubblicità dei procedimenti giudiziari, sancita dall'art. 6, par.1,della Cedu, così come interpretato dalla Corte europea per i diritti dell'uomo, deve rappresentare una regola che ammette eccezioni solo in base a peculiari caratteristiche del caso concreto, oppure per procedure particolari di contenuto essenzialmente tecnico. Tali eccezioni, ammesse dai Giudici di Strasburgo, riguardano procedure che, comunque, contemplano una fase pubblica di discussione della causa portata in giudizio.

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Responsabilità da sinistri stradali e malore improvviso del conducente ancora al vaglio della Cassazione

03 Settembre 2015 | di Sergio Beltrani

Cass. pen., Sez. IV

Caso fortuito e forza maggiore

In tema di omicidio colposo determinato dalla perdita di controllo di un autoveicolo, nel caso in cui venga prospettata dalla difesa dell'imputato la tesi del malore, il giudice di merito può correttamente disattenderla qualora manchino elementi concreti capaci di renderla plausibile e siano presenti elementi idonei a far ritenere che la perdita di controllo del veicolo sia stata determinata da un altro fattore non imprevedibile, che avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida.

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Violazione degli obblighi di assistenza familiare: la prolungata detenzione non costituisce causa di forza maggiore ma esclude il dolo

03 Settembre 2015 | di Sergio Beltrani

Cass. pen., Sez. VI

Caso fortuito e forza maggiore

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, lo stato di prolungata detenzione dell'obbligato non può considerarsi una causa giustificativa del suo inadempimento dell'obbligo di prestare i mezzi di sussistenza, in quanto la responsabilità per l'omessa prestazione non è esclusa dall'indisponibilità dei mezzi necessari, quando questa sia dovuta, anche parzialmente, a colpa dell'obbligato ma può rilevare ai fini della verifica della sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, consistente nella volontà cosciente e libera di sottrarsi, senza giusta causa, agli obblighi inerenti alla propria qualità.

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Agevolazione della latitanza di esponente di spicco di associazione mafiosa e configurabilità dell’aggravante di cui all’art. 7, d.l. 152/1991

03 Settembre 2015 | di Antonio Corbo

Favoreggiamento personale e reale

Discussa risulta in giurisprudenza la questione se l’attività agevolativa della latitanza del capo-mafia possa, di per sé, ritenersi finalizzata ad agevolare l’attività dell’associazione nel suo complesso, ed integri, quindi, anche la circostanza aggravante prevista dall’art. 7, d.l. 152/1991, convertito in legge n. 203 del 1991, o se, invece, per ritenere la sussistenza di tale finalità sia necessario accertare in concreto la oggettiva funzionalità del contributo all’attività dell’associazione. Accanto alle due tesi in contrapposizione radicale, sono state prospettate anche soluzioni intermedie. La tipologia di problema affrontato, inoltre, fa sì che la questione si riproponga, in termini analoghi, anche in relazione ad altre fattispecie di reato (ad esempio, la rapina) commesse al fine di agevolare la latitanza di un esponente di vertice del sodalizio.

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Fattispecie applicative della misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e esigenze di cautela della vittima

02 Settembre 2015 | di Viviana Torreggiani

Cass. pen., Sez. V

Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa

L'art. 282-ter c.p.p. ha assunto una dimensione articolata in più fattispecie applicative, graduate in base alle esigenze di cautela del caso concreto; è compito del giudice del merito, pertanto, stabilire, in base alle concrete connotazioni assunte dalla condotta invasiva dell'agente, se questi debba tenersi lontano da luoghi determinati – in questo caso da indicare specificamente – ovvero se debba tenersi lontano, puramente e semplicemente, dalla persona offesa; e se una siffatta prescrizione debba essere accompagnata dal divieto di comunicare, anche con mezzi tecnici, con quest'ultima.

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Criteri di legittimità delle misure di sorveglianza segreta

02 Settembre 2015 | di Alessandra Testaguzza

Corte Edu, Sez. IV

Intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche

Un’ingerenza può essere giustificata solo ai sensi dell’articolo 8, § 2, Cedu se prevista della legge, persegue uno degli scopi legittimi a cui il comma 2 dell’articolo 8 si riferisce ed è necessario in una società democratica per raggiungere tali scopi.

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Omesso versamento Iva. Ambito di competenze della Corte di giustizia

02 Settembre 2015 | di Maria Teresa Trapasso

Corte di Giustizia UE, Sez. IX

Corte di Giustizia UE, Sez. IX, 15 aprile 2015, ord. C- 497-2014.pdf

Concorso apparente di norme

La questione pregiudiziale aveva ad oggetto la verifica di conformità – ai sensi dell’art. 4, prot. 7 e 50 della Carta – al diritto comunitario, della disposizione di cui all’art. 10-bis,d.lgs. 74/2000 nella parte in cui consente di procedere alla valutazione della responsabilità penale di un soggetto il quale, per lo stesso fatto, omissione del versamento di ritenute, sia già destinatario della sanzione amministrativa irrevocabile di cui all’art. 13,d.lgs. 471/97.

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La portata del divieto di ne bis in idem rispetto alla sentenze non ancora irrevocabili

02 Settembre 2015 | di Marco Siragusa

Cass. pen., Sez. un.

Bis in idem (divieto)

In tema di divieto di un secondo giudizio, le situazioni di litispendenza che non trovino soluzione nell'ambito dei conflitti positivi di competenza di cui all'art. 28 c.p.p. devono essere risolte dichiarando nel secondo processo, l'impromovibilità dell'azione penale in virtù della preclusione fondata sul principio generale del ne bis in idem,

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La portata confessoria degli atti compiuti dal pubblico ufficiale nell’esercizio delle funzioni

23 Agosto 2015 | di Claudio Papagno

Cass. pen., Sez. V

Confessione

Le relazioni di servizio redatte dal pubblico ufficiale - imputato per reati commessi nell’esercizio delle sue funzioni o con abuso delle stesse - e inerenti ai fatti per i quali si procede contro lo stesso pubblico ufficiale, non sono assistite da alcuna astratta presunzione di veridicità e possono essere acquisite e valutate, ai sensi dell’art. 237 c.p.p., come scritti provenienti dall'imputato e non ai sensi dell’art. 234 c.p.p. quale prova documentale

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Omesso versamento di ritenute. Rapporto tra illecito tributario e illecito penale

16 Agosto 2015 | di Maria Teresa Trapasso

Cass. pen., Sez. un.

Concorso apparente di norme

Il reato di omesso versamento di ritenute certificate (art. 10-bis, d.lgs. 74/2000), che si consuma con il mancato versamento, per un ammontare superiore ad euro cinquantamila, delle ritenute complessivamente risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, entro la scadenza del termine finale per la presentazione della dichiarazione annuale, non si pone in rapporto di specialità ma di progressione illecita con l’art. 13, comma 1, d.lgs. n. 471/1997, che punisce con la sanzione amministrativa l’omesso versamento periodico delle ritenute alla data delle singole scadenze mensili, con la conseguenza che al trasgressore devono essere applicate entrambe le sanzioni.

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