Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

La responsabilità penale per violazione di sigilli del custode giudiziario inerte

10 Novembre 2015 | di Luca Della Ragione

Sequestro conservativo

Discussa risulta in giurisprudenza la questione se la condotta omissiva del custode giudiziario, quale soggetto destinatario di uno specifico obbligo di vigilanza sulla cosa affinché ne venga assicurata o conservata la integrità, di fronte ad attività altrui, integri ipso iure il delitto di violazione dei sigilli. La recente giurisprudenza ha sottoposto a critica l’orientamento maggioritario, volto ad ampliare l’ambito di operatività della fattispecie di cui all’art. 349 c.p. a discapito dell’agevolazione colposa ex art. 350 c.p. La questione, poi, chiama in causa i principi che reggono il sistema penale ad orientamento costituzionale, quali quello di stretta legalità e di penale responsabilità per fatto proprio colpevole.

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Arruolamento con finalità di terrorismo. Il confine del tentativo punibile e il concetto di “serio accordo”

10 Novembre 2015 | di Angelo Valerio Lanna

Cass. pen., Sez. I

Terrorismo

Il termine arruolamento, adoperato dal legislatore nel testo dell’art. 270-quater c.p., deve essere inteso non quale espressione dell’ingresso formale in un ruolo propriamente inteso, ossia dell’effettivo inserimento del soggetto arruolato in formazioni di tipo militare, che siano gerarchicamente organizzate, bensì come avvenuto perfezionamento di un serio accordo tra i soggetti.

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Bancarotta impropria da reato societario e nuova formulazione del reato di false comunicazioni sociali

09 Novembre 2015 | di Andrea Lazzoni

Cass. pen., Sez. V

Reati societari

A seguito delle modifiche apportate dalla l. 69 del 2015 agli artt. 2621 e 2622 c.c., l'ambito di operatività delle due nuove fattispecie di false comunicazioni sociali risulta ridotto, con esclusione dei cosiddetti falsi valutativi. Devono essere verificati, alla luce dei criteri previsti dall'art. 2 c.p. in materia di successione di leggi penali, gli ambiti applicativi della nuova fattispecie di false comunicazioni sociali i cui fatti sono richiamati dall'art. 223, comma 2, n.1 della legge fallimentare.

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Sulla configurabilità del reato di tratta di persone. La strage dei migranti di Lampedusa

06 Novembre 2015 | di Leonardo Marino

Corte di assise

Stranieri

Sotto il profilo oggettivo, mentre l’art. 600 c.p. punisce chi contribuisce a rendere una persona schiava dell’altra, ossia parificabile ad un oggetto, ad esempio vendendola, cedendola gratuitamente o prestandola a terzi, o assoggettandola continuativamente al fine dello sfruttamento sessuale o lavorativo; con l’art. 601 c.p. (Tratta di persone) si sanziona chi di quella stessa situazione di sudditanza.

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Revocabilità in sede di esecuzione della sentenza di condanna in presenza di abolitio criminis

05 Novembre 2015 | di Sergio Beltrani

Successione nel tempo di norme penali

Vi è contrasto in giurisprudenza in merito alla revocabilità, in sede di esecuzione, ex art. 673 c.p.p., della sentenza di condanna pronunciata dopo una abolitio criminis non presa in esame dal giudice della cognizione. Un orientamento (Cass.pen., Sez. I, n. 13411/13 e n. 34154/14) ritiene che, nei casi in cui l'abrogazione della norma incriminatrice sia intervenuta prima della decisione del giudice, l'istituto della revoca della sentenza ex art. 673 c.p.p., non sarebbe mai applicabile, perché si verterebbe in ipotesi di errore del giudice, cui non è possibile rimediare in sede esecutiva.

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Guida in stato di ebbrezza: gli effetti dell’esito positivo del lavoro di pubblica utilità quando il veicolo appartiene a terzi

05 Novembre 2015 | di Alessandro Trinci

Corte costituzionale

Circolazione stradale

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 186, comma 9-bis, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata in riferimento all’art. 3 della Costituzione, nella parte in cui non prevede, per il caso di svolgimento con esito positivo del lavoro di pubblica utilità, che la riduzione alla metà della sanzione accessoria della sospensione della patente, già irrogata con la sentenza di condanna in misura doppia per essere risultato appartenente a terzi estranei al reato (e dunque non suscettibile di confisca) il veicolo condotto in stato di ebbrezza, possa essere operata senza tener conto dell’indicato raddoppio.

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Prime oscillazioni interpretative sulla determinazione del criterio quantitativo per la messa alla prova

04 Novembre 2015 | di Antonella Marandola

Cass. pen., Sez. VI

Sospensione del procedimento con messa alla prova

L'art. 168-bis c.p. riproduce integralmente il "perimetro normativo" previsto dell'art. 550, commi 1 e 2, c.p.p. per individuare i delitti per i quali possa essere richiesta la sospensione del processo con la messa alla prova, in tal modo caratterizzando il criterio "qualitativo", nel senso di stabilire normativamente i delitti per i quali non rileva che la pena sia anche stabilita da aggravanti per le quali la legge prevede una specie di pena diversa da quella ordinaria o da quelle ad effetto speciale. Mentre, resta fermo il criterio "quantitativo" soggetto ai limiti di pena stabiliti e determinati ex art. 4 c.p.p. richiamato dall'art. 550, comma 1, c.p.p. e implicitamente fatto proprio dall'art. 168-bis c.p.

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La sospensione condizionale della pena in fase esecutiva. La pronuncia delle Sezioni unite

03 Novembre 2015 | di Luigi Levita

Cass. pen. Sez. un.

Sospensione condizionale della pena

Il giudice dell’esecuzione deve revocare la sospensione condizionale della esecuzione della pena concessa in violazione dell’art. 164, comma 4, c.p. in presenza di cause ostative, salvo che tali cause risultassero documentalmente al giudice della cognizione. A tal fine il giudice della esecuzione acquisisce, per la doverosa verifica al riguardo, il fascicolo del giudizio.

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Utilizzabilità delle prove illecite nel processo. Nuove aperture sulla lista Falciani

02 Novembre 2015 | di Natalia Rombi

Trib. Novara

Prova

Non è affetta da inutilizzabilità patologica la documentazione concernente due conti correnti aperti presso la Banca HSBC di Ginevra in cui, in ipotesi di accusa, sarebbero state versate dall'imputato somme di denaro provento di redditi non dichiarati in Italia, sebbene indebitamente sottratta e duplicata da un ex dipendente dell'istituto di credito.

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Assoluzione dell’autore del reato presupposto e responsabilità “da reato” dell’ente

30 Ottobre 2015 | di Paolo Di Fresco

Cass. pen., Sez. I

Responsabilità degli enti

Ai sensi dell’art. 8 d.lgs. 231/2001, la responsabilità dell’ente sussiste anche quando l’autore del reato non sia stato identificato o non sia imputabile e, pertanto, anche nel caso in cui la persona fisica cui era stata attribuita la responsabilità del reato presupposto venga assolta per non aver commesso il fatto. Con un comunicato stampa del 2003, un manager di Citybank avrebbe diffuso notizie false su un contratto di associazione in partecipazione con una società controllata da Parmalat, allo scopo di sostenere il valore borsistico di quest’ultima e occultarne l’obiettiva situazione di precarietà finanziaria.

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