Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Riforma in pejus e obbligo del giudice di appello di rinnovare la prova

09 Settembre 2015 | di Marco Siragusa

Cass. pen., Sez. VI

Appello

Secondo il costante orientamento oramai espresso dalla Corte di Cassazione, per riformare in pejus una sentenza assolutoria emessa all’esito di giudizio abbreviato condizionato, il giudice di appello è obbligato – in base all’art. 6 Cedu, così come interpretato dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 5 luglio 2011, nel caso Dan c. Moldavia – a rinnovare l’istruzione dibattimentale quando intende operare un diverso apprezzamento dell’attendibilità di una prova orale acquisita dal primo giudice in sede di integrazione probatoria

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Appellabilità della sentenza di estinzione per condotta riparatoria nel giudizio dinanzi al giudice di pace

09 Settembre 2015 | di Lucia Randazzo

Cass. pen., Sez. un.

Giudice di pace

In tema di reati di competenza del giudice di pace non sussiste l’interesse della parte civile ad impugnare la sentenza dichiarativa dell’estinzione del reato ai sensi dell’art. 35 del d.lgs. n. 274/2000. La parte civile, qualora non ritenga esaustivo il risarcimento offerto, potrà adire comunque il giudice civile rispetto alla cui decisione, alla luce dei principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità, la pronuncia penale non avrà alcuna incidenza, in quanto la congruità del risarcimento, operata allo stato degli atti ai soli fini dell'estinzione del reato, lascia comunque impregiudicata la possibilità di un nuovo e completo accertamento circa l'esistenza e l'entità del danno in favore della persona offesa.

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La diffamazione nell'era del social network

04 Settembre 2015 | di Vanessa Spaziani Testa

Cass. pen., Sez. I

Diffamazione

La diffusione di un messaggio con le modalità consentite dall’utilizzo di una bacheca facebook ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone. Pertanto, la condotta consistente nel postare un commento sulla bacheca facebook, ove tale commento sia offensivo, rientra nella tipizzazione cui al comma 3 dell’art. 595 c.p., stante l’idoneità del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del commento tra un consistente numero di persone.

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Il principio della pubblicità nelle procedure giudiziarie. Il cammino della Corte Costituzionale

03 Settembre 2015 | di Maria Mercedes Pisani

Corte Cost.

Convenzione europea dei diritti dell’uomo

La garanzia della pubblicità dei procedimenti giudiziari, sancita dall'art. 6, par.1,della Cedu, così come interpretato dalla Corte europea per i diritti dell'uomo, deve rappresentare una regola che ammette eccezioni solo in base a peculiari caratteristiche del caso concreto, oppure per procedure particolari di contenuto essenzialmente tecnico. Tali eccezioni, ammesse dai Giudici di Strasburgo, riguardano procedure che, comunque, contemplano una fase pubblica di discussione della causa portata in giudizio.

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Responsabilità da sinistri stradali e malore improvviso del conducente ancora al vaglio della Cassazione

03 Settembre 2015 | di Sergio Beltrani

Cass. pen., Sez. IV

Caso fortuito e forza maggiore

In tema di omicidio colposo determinato dalla perdita di controllo di un autoveicolo, nel caso in cui venga prospettata dalla difesa dell'imputato la tesi del malore, il giudice di merito può correttamente disattenderla qualora manchino elementi concreti capaci di renderla plausibile e siano presenti elementi idonei a far ritenere che la perdita di controllo del veicolo sia stata determinata da un altro fattore non imprevedibile, che avrebbe dovuto indurre il conducente a desistere dalla guida.

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Violazione degli obblighi di assistenza familiare: la prolungata detenzione non costituisce causa di forza maggiore ma esclude il dolo

03 Settembre 2015 | di Sergio Beltrani

Cass. pen., Sez. VI

Caso fortuito e forza maggiore

In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, lo stato di prolungata detenzione dell'obbligato non può considerarsi una causa giustificativa del suo inadempimento dell'obbligo di prestare i mezzi di sussistenza, in quanto la responsabilità per l'omessa prestazione non è esclusa dall'indisponibilità dei mezzi necessari, quando questa sia dovuta, anche parzialmente, a colpa dell'obbligato ma può rilevare ai fini della verifica della sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, consistente nella volontà cosciente e libera di sottrarsi, senza giusta causa, agli obblighi inerenti alla propria qualità.

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Fattispecie applicative della misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e esigenze di cautela della vittima

02 Settembre 2015 | di Viviana Torreggiani

Cass. pen., Sez. V

Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa

L'art. 282-ter c.p.p. ha assunto una dimensione articolata in più fattispecie applicative, graduate in base alle esigenze di cautela del caso concreto; è compito del giudice del merito, pertanto, stabilire, in base alle concrete connotazioni assunte dalla condotta invasiva dell'agente, se questi debba tenersi lontano da luoghi determinati – in questo caso da indicare specificamente – ovvero se debba tenersi lontano, puramente e semplicemente, dalla persona offesa; e se una siffatta prescrizione debba essere accompagnata dal divieto di comunicare, anche con mezzi tecnici, con quest'ultima.

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Criteri di legittimità delle misure di sorveglianza segreta

02 Settembre 2015 | di Alessandra Testaguzza

Corte Edu, Sez. IV

Intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche

Un’ingerenza può essere giustificata solo ai sensi dell’articolo 8, § 2, Cedu se prevista della legge, persegue uno degli scopi legittimi a cui il comma 2 dell’articolo 8 si riferisce ed è necessario in una società democratica per raggiungere tali scopi.

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Omesso versamento Iva. Ambito di competenze della Corte di giustizia

02 Settembre 2015 | di Maria Teresa Trapasso

Corte di Giustizia UE, Sez. IX

Corte di Giustizia UE, Sez. IX, 15 aprile 2015, ord. C- 497-2014.pdf

Concorso apparente di norme

La questione pregiudiziale aveva ad oggetto la verifica di conformità – ai sensi dell’art. 4, prot. 7 e 50 della Carta – al diritto comunitario, della disposizione di cui all’art. 10-bis,d.lgs. 74/2000 nella parte in cui consente di procedere alla valutazione della responsabilità penale di un soggetto il quale, per lo stesso fatto, omissione del versamento di ritenute, sia già destinatario della sanzione amministrativa irrevocabile di cui all’art. 13,d.lgs. 471/97.

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La portata del divieto di ne bis in idem rispetto alla sentenze non ancora irrevocabili

02 Settembre 2015 | di Marco Siragusa

Cass. pen., Sez. un.

Bis in idem (divieto)

In tema di divieto di un secondo giudizio, le situazioni di litispendenza che non trovino soluzione nell'ambito dei conflitti positivi di competenza di cui all'art. 28 c.p.p. devono essere risolte dichiarando nel secondo processo, l'impromovibilità dell'azione penale in virtù della preclusione fondata sul principio generale del ne bis in idem,

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