Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Prova

Prova dichiarativa: non sempre una lettura “difforme” è censurabile come travisamento

05 Gennaio 2022 | di Leonardo Iannone

Cass. pen., sez. II

Prova

Il vizio di manifesta illogicità connotato dalla contraddittorietà di una decisione per travisamento delle prove acquisite può – alla luce dell’indirizzo interpretativo prevalente espresso in sede di legittimità – fondatamente prospettarsi soltanto quando emerga nel ragionamento del giudice del merito, nel caso di non corrispondenza di quanto ritenuto provato rispetto al reale compendio probatorio acquisito al processo...

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Corte di Giustizia e principio del nemo tenetur se detegere: risvolti in tema di doppia pregiudizialità

15 Marzo 2021 | di Lorenzo Cattelan

CGUE, Grande Sezione

Prova

Non può essere sanzionata una persona fisica che si rifiuti di fornire all'autorità competente risposte che possano far emergere la sua responsabilità per un illecito passibile di sanzioni amministrative aventi carattere penale oppure la sua responsabilità penale...

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La prova del rilascio delle certificazioni attestanti le ritenute operate: il modello 770 costituisce elemento indiziario

09 Ottobre 2019 | di Federica Negro

Cass. Pen., Sez. III,

Prova

In tema di omesso versamento di ritenute certificate, alla luce della modifica apportata dall'art. 7, d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, all'art. 10-bis, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, che ha esteso l'ambito di operatività della norma alle ipotesi di omesso versamento di ritenute dovute sulla base della dichiarazione proveniente...

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Il valore probatorio delle riprese visive di condotte penalmente rilevanti effettuate in luoghi pubblici o aperti al pubblico

11 Gennaio 2019 | di Irene Scordamaglia

Cass. pen., Sez. III

Prova

Il tema devoluto allo scrutinio del giudice di legittimità attiene al valore probatorio da riconoscere alle riprese filmate documentanti condotte di rilievo penale, effettuate in luoghi pubblici o aperti al pubblico, prima e a prescindere dall'istaurazione del procedimento penale.

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Prove precedentemente acquisite e irrevocabilità del consenso all'utilizzabilità in caso di mutamento del giudice

19 Ottobre 2018 | di Maria Simona Chelo

Cass. pen., Sez. III,

Prova

In caso di mutamento dell'organo giudicante, l'impegno delle parti a prestare il consenso ad acquisire gli atti e le prove già assunte nel dibattimento mediante lettura dei relativi verbali può costituire oggetto di revoca? In caso di risposta affermativa, in quali casi e con quali limiti detto consenso può considerarsi revocabile o meno?

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Montefibre II. I limiti di utilizzabilità del precedente acquisito ex art. 238-bis c.p.p. in relazione alla colpa “in senso soggettivo”

12 Giugno 2017 | di Giuseppe Todaro

Cass. pen., Sez. IV

Prova

Con la pronuncia in commento la Cassazione affronta la possibilità di risolvere l'accertamento dell'elemento soggettivo colposo attraverso l'utilizzazione di una sentenza resa in un precedente giudizio che abbia acquisito lo status di certezza a seguito del passaggio in giudicato e che ...

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L'utilizzabilità come prova documentale delle dichiarazioni rese dal fallito al giudice delegato

06 Settembre 2016 | di Alessandra Ilari

Cass. pen., Sez. V

Prova

I verbali delle dichiarazioni rese dall'imprenditore fallito al giudice delegato sono acquisibili al fascicolo del dibattimento nel procedimento penale per reati connessi al fallimento e sono utilizzabili come prova documentale ai sensi dell'art. 234 c.p.p.?

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La registrazione della conversazione da parte di una persona presente

09 Maggio 2016 | di Luigi Giordano

Cass. pen., Sez. V

Prova

La registrazione della conversazione da parte di uno dei presenti e l'utilizzo degli elementi probatori così ottenuti costituisce tuttora un tema che presenta aspetti problematici.

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Il minore vittima di reati sessuali: credibilità ed utilizzabilità delle sue dichiarazioni

05 Gennaio 2016 | di Vittoria Bonfanti

Cass. pen., Sez. III

Prova

Le dichiarazioni rese dal minore vittima di reati sessuali al consulente tecnico del P.M., officiato di un accertamento psicologico, esauriscono la loro funzione nella definizione delle risposte ai quesiti circa la credibilità del minore e la sussistenza di indici di abuso sessuale ma non possono essere utilizzate, come fonte di prova stante il divieto dell’art. 228, comma 3, c.p.p.

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Il ragionevole dubbio e la regola di giudizio per le dichiarazioni del coindagato

01 Dicembre 2015 | di Viviana Torreggiani

Cass. pen., Sez. I

Prova

La nozione di riscontro altro non è che la semplificazione espressiva di un meccanismo convalidante che il legislatore descrive nell’art. 192, comma 3, c.p.p. con l’espressione altri elementi di prova che ne confermano l’attendibilità, espressione riferita alle dichiarazioni rese dal coindagato, portatore di un deficit soggettivo di attendibilità.

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