Focus

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Estinzione del reato conseguente a riparazione: la proposta normativa nel d.d.l. Orlando

23 Ottobre 2015 | di Ottavia Murro

Cause di estinzione del reato

Il disegno di legge A.C. 2798/2014, approvato dalla Camera il 24 settembre 2015 e trasmesso al Senato (A.S. 2067), nomenclato "Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi, nonché all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena", propone una vasta gamma di modifiche di diritto sostanziale e procedurale (riforma della prescrizione, modifica dell’udienza preliminare, del patteggiamento, delle impugnazioni ed altro ancora). Il progetto di riforma ha una evidente finalità – resa nota fin dalle prime battute della relazione di accompagnamento – ossia quella di recuperare i tempi ragionevoli del processo penale, nel rispetto del giusto processo, senza determinare la dispersione di alcuna garanzia.

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Principi e criteri direttivi della delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario

19 Ottobre 2015 | di Fabio Fiorentin

Giudice dell’esecuzione

Il d.d.l. S.2067 attualmente in attesa di essere esaminato al Senato, contiene la delega al Governo per Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena. L’art. 31 del d.d.l. in esame reca, in particolare, i principi e criteri direttivi per la riforma dell’ordinamento penitenziario che dovranno toccare molti e delicati profili dell’attuale assetto normativo.

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Sulla “nuova” disciplina in materia di raddoppio dei termini per l’accertamento

16 Ottobre 2015 | di Letizia d'Altilia

Reati tributari

Il d.lgs. 5 agosto 2015, n. 128, recante Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti fra Fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23 e pubblicato in Gazz. uff. n. 190 del 18 agosto 2015 ha modificato la disciplina del raddoppio dei termini per l’accertamento in tema di imposte su redditi e di imposta sul valore aggiunto, rispettivamente prevista dagli articoli 43, comma 3, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e 57, comma 3, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

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Le impugnazioni nel disegno di legge Orlando

14 Ottobre 2015 | di Giorgio Spangher

Impugnazioni

In un'ottica tesa al rafforzamento delle garanzie difensive e alla durata ragionevole del processo, la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge attraverso cui si propone la modifica di alcune disposizioni del codice di rito dedicate alle impugnazioni. In tale contesto particolare attenzione è dedicata al ricorso per cassazione. La prospettata riforma si colloca ora verso la deflazione del rimedio (legittimazione, casi, sanzioni), ora verso una più dettagliata e articolata disciplina (strutturazione della motivazione ed effetto devolutivo), ora verso una valorizzazione del ruolo nomofilattico svolto dal giudice di legittimità. Ulteriori ma settoriali modifiche “toccano” (per il momento) il giudizio d’appello.

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Sull’applicazione del “nuovo” istituto della tenuità del fatto in Cassazione

13 Ottobre 2015 | di Antonella Marandola

Particolare tenuità del fatto

Il d.lgs. 28 del 2015, emanato in ottemperanza all’ art. 1, comma 1, lett. m) della legge delega n. 67 del 2014, ha introdotto la nuova causa di non punibilità della c.d. particolare tenuità del fatto. L’istituto configurato quale causa di esenzione della pena lascia ferma la sussistenza del fatto di reato e la sua assegnazione a carico dell’imputato. L'art. 131-bis c.p. introduce una nuova causa di non punibilità operante quando il fatto di reato – sicuramente sussistente nei suoi profili oggettivi e soggettivi – presenti profili di particolare tenuità.

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Approvate alla Camera le modifiche al giudizio abbreviato: prime riflessioni

12 Ottobre 2015 | di Fabrizio Galluzzo

Giudizio abbreviato

Il 23 settembre 2015, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge governativo c.d. Orlando (disegno di legge n. 2798), recante modifiche al codice penale e al codice di procedura penale ed in particolare, per quanto qui di interesse, alla disciplina del giudizio abbreviato, recependo alcune delle proposte di riforma elaborate, negli scorsi anni, dapprima dalla “Commissione Riccio” del 2006 e poi dalla recente “Commissione Canzio” del 2013 ma apportando anche ulteriori innovazioni che qui di seguito si analizzeranno nel dettaglio.

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Il divieto di ne bis in idem tra favoreggiamento personale aggravato ex art. 7, l. 203/1991 e concorso esterno in associazione mafiosa

07 Ottobre 2015 | di Marco Siragusa

Bis in idem (divieto)

Il delitto di favoreggiamento personale aggravato dall’agevolazione mafiosa presenta elementi di forte affinità con il delitto di concorso esterno nel reato associativo. Il criterio che consente di distinguere nel caso concreto tra un concorso apparente di norme e un concorso formale risiede nelle modalità della condotta agevolatrice che, nel caso del favoreggiamento, è rivolta a favorire il mafioso, nel caso del concorso esterno, è rivolta ad avvantaggiare con diretta consapevolezza la consorteria criminale.

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La prova e le sue articolazioni

01 Ottobre 2015 | di Angelo Zampaglione

Prova

Nel nostro ordinamento, il termine prova assume diversi significati: fonte di prova è il soggetto o l’oggetto che fornisce gli elementi necessari per ricostruire il fatto da accertare (es. testimone); elemento di prova è il risultato che produce la fonte di prova (es. dichiarazione); mezzo di prova è il veicolo per ottenere l’elemento di prova (es. ricognizione).

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Attuali equilibri fra poteri del Gip e funzioni del magistrato inquirente in tema di indagini coatte e imputazione coatta

29 Settembre 2015 | di Anna Lisa Mattrella

Archiviazione

Secondo l’art. 112 della Carta costituzionale “il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale”. Tale obbligo, tuttavia, non vuole significare che a ogni iscrizione di notitia criminis debba corrispondere l’instaurazione del processo, il pubblico ministero, infatti, deve esercitare l’azione penale allorquando ritenga fondata la notizia di reato, quando cioè gli elementi raccolti nella fase delle indagini preliminari siano idonei a sostenere l’accusa in giudizio.

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L’obbligo del segreto

28 Settembre 2015 | di Maria Milia

Indagini preliminari

Una delle caratteristiche delle indagini preliminari è costituita dal segreto degli atti di indagine che in essa si compiono. Dall’ampiezza riconosciuta a tale segreto, o meglio all’obbligo di mantenerlo, discende l’incriminazione penalistica delle condotte che lo violano.

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