Focus

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La ricettazione ed il principio di correlazione fra l’accusa contestata e la sentenza alla luce della giurisprudenza della Corte Edu

11 Gennaio 2016 | di Roberto Carrelli Palombi

Ricettazione

Si è posto, frequentemente, il problema della diversa definizione giuridica di fatti contestati come furto e qualificati dal giudice come ricettazione o viceversa di contestazioni di ricettazioni derubricate in furti.

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L’udienza non partecipata per il ricorso cautelare reale in Cassazione: una soluzione non pienamente persuasiva

08 Gennaio 2016 | di Giorgio Spangher

Cass. pen., Sez. unite

Misure cautelari reali

Non deve ritenersi azzardato affermare che il legislatore del 1988 abbia considerato il tema delle misure cautelari reali alla stregua di un figlio di un dio minore e che, come in altre situazioni, la novità introdotta con la l’ultima riforma (l. 47/2015) non sia stata accompagnata da un prodotto normativo all’altezza dei problemi che si prospettavano e soprattutto si sarebbero prospettati.

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La particolare tenuità del fatto. Finalità ed ambito applicativo dell’istituto

07 Gennaio 2016 | di Aldo Aceto

Particolare tenuità del fatto

La non punibilità per particolare tenuità del fatto non ha finalità deflattive, né costituisce una sorta di “depenalizzazione in concreto” di reati bagatellari. Si tratta di istituto che costituisce la sintesi di alcuni principi cardine del diritto penale sostanziale e processuale.

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Il caporalato quale nuova forma di schiavitù. Analisi dell’art. 603-bis c.p. in attesa di una riforma effettiva

07 Gennaio 2016 | di Leonardo Marino

Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

Il presente focus ha ad oggetto l’analisi del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro di cui all’art. 603-bis c.p. e pone particolare attenzione ai limiti della normativa vigente.

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È davvero esaurito il catalogo delle ingiuste detenzioni “riparabili”?

05 Gennaio 2016 | di Fabrizio Galluzzo

Riparazione per ingiusta detenzione

Il catalogo delle forme di ingiusta detenzione “riparabili” è costituito, per lo più, da detenzioni di natura cautelare, che traggono origine dall’esercizio legittimo della giurisdizione che ha, ciò nonostante, determinato il verificarsi di un danno a carico del destinatario del provvedimento restrittivo.

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Il difficile superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari

05 Gennaio 2016 | di Fabio Fiorentin

Magistratura di sorveglianza

In seguito alla entrata in vigore della legge del 30 maggio 2014 di conversione del decreto legge 31 marzo 2014, n. 52, recante disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, si è completato, sul piano normativo, il percorso di superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari (O.P.G.).

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La rilevanza delle valutazioni nei reati societari e tributari

23 Dicembre 2015 | di Letizia d'Altilia

Reati tributari

L’eliminazione del richiamo alle valutazioni recepita, nei nuovi testi degli articoli 2621 e 2622 c.c., modificati dalla l. 27 maggio 2015, n. 69 solleva, tra gli altri, un problema di coordinamento, all’interno del sistema dei reati societari, con l’art. 2638 c.c. e, all’esterno di tale ambito, con la normativa penale tributaria. Il presente contributo si prefigge l’obiettivo di fugare possibili dubbi e favorire una più agevole lettura degli ultimi interventi legislativi, tenendo in debito conto i più autorevoli spunti dottrinali e i primi significativi orientamenti giurisprudenziali.

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Dichiarazioni indizianti rese da persona offesa-indagato connesso o collegato

22 Dicembre 2015 | di Carlotta Conti

Persona informata sui fatti

Con sentenza Cass. pen., Sez. V, 28 maggio 2014, n. 43508, la suprema Corte ha ribadito una massima ormai tralatizia secondo cui le dichiarazioni autoindizianti rese alla polizia giudiziaria da una persona informata sui fatti non sono utilizzabili contro chi le ha rese ma sono pienamente utilizzabili contro i terzi, perché prevale la qualità di teste-persona offesa del reato in relazione al quale si indaga rispetto a quella di possibile coindagato di reato connesso.

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L’evoluzione normativa della disciplina dell’agente provocatore

18 Dicembre 2015 | di Catello Vitiello

Agente provocatore

Fino agli anni Novanta nell’ordinamento italiano l’agente provocatore non era inquadrato in alcuno scampolo del tessuto normativo, codicistico o di legislazione speciale. Nel frattempo, la giurisprudenza, aveva comunque previsto un’area di non punibilità a favore dell’agente provocatore per gli eventuali reati commessi nel corso di un’operazione di polizia giudiziaria. La prima disciplina organica che ha introdotto una specifica normativa in tema di infiltrazione si è avuta con la riforma legislativa in materia di stupefacenti, prevedendo, ai sensi dell’art. 25, legge 162/1990, poi sostituito dall’art. 97 nel d.P.R. 309/1990.

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Il consenso informato nei trattamenti medico-chirurgici

16 Dicembre 2015 | di Sergio Beltrani

Consenso dell’avente diritto

Viene esaminata la possibile rilevanza scriminante del consenso informato del paziente ai trattamenti medico-chirurgici, in relazione alle varie tipologie di questi ultimi, analizzando i relativi orientamenti giurisprudenziali, che è ormai possibile ritenere, caso per caso, consolidati. L'attività medico - chirurgica, per essere legittima, presuppone il consenso del paziente, che non si identifica con quello di cui all'art. 50 c.p. ma costituisce un presupposto di liceità del trattamento, al di fuori di taluni casi eccezionali

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