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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

Gara pubblica. Può esserci turbativa nella scelta del contraente anche prima della predisposizione dei bandi

16 Ottobre 2015 | di Gabriele Minniti

Cass. pen, Sez. VI

Frodi penalmente rilevanti

Ai fini della configurabilità del delitto previsto dall’art. 353-bis c.p., le condotte dirette ad interferire illecitamente sulla determinazione del contenuto del bando di gara o dell’atto ad esso equipollente, assumono rilevanza solo se l’organo o l’ente pubblico abbia iniziato il procedimento amministrativo che dimostri la volontà di contrarre, senza che sia necessario il ricorso a modelli tipizzati.

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Quesiti Operativi Quesiti Operativi

Illecito amministrativo da reato. Citazione a giudizio e prescrizione

15 Ottobre 2015 | di Gianluca Bergamaschi

Citazione a giudizio

Se la contestazione dell'illecito amministrativo da reato viene effettuata con decreto di citazione a giudizio, anziché nelle forme ex art. 405 c.p.p., richiamato dall'art. 22 d.lgs 231/2001 mediante il rinvio all'art. 59 del citato d.lgs, debba comunque ritenersi interrotta la prescrizione delle sanzioni amministrative da reato?

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

La competenza per l’interrogatorio di garanzia in caso di misura cautelare applicata in sede di appello proposto dal P.M. avverso l’ordinanza del Gip

15 Ottobre 2015 | di Caterina Brignone

Cass. pen., Sez. VI

Custodia cautelare in carcere

In caso di misura cautelare personale applicata in sede di appello proposto dal pubblico ministero ex art. 310 c.p.p. avverso l’ordinanza del Gip di rigetto della richiesta di applicazione della misura cautelare, compete al Gip, ex art. 294, comma 1, c.p.p., procedere all’interrogatorio di garanzia.

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Focus Focus

Le impugnazioni nel disegno di legge Orlando

14 Ottobre 2015 | di Giorgio Spangher

Impugnazioni

In un'ottica tesa al rafforzamento delle garanzie difensive e alla durata ragionevole del processo, la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge attraverso cui si propone la modifica di alcune disposizioni del codice di rito dedicate alle impugnazioni. In tale contesto particolare attenzione è dedicata al ricorso per cassazione. La prospettata riforma si colloca ora verso la deflazione del rimedio (legittimazione, casi, sanzioni), ora verso una più dettagliata e articolata disciplina (strutturazione della motivazione ed effetto devolutivo), ora verso una valorizzazione del ruolo nomofilattico svolto dal giudice di legittimità. Ulteriori ma settoriali modifiche “toccano” (per il momento) il giudizio d’appello.

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Focus Focus

Sull’applicazione del “nuovo” istituto della tenuità del fatto in Cassazione

13 Ottobre 2015 | di Antonella Marandola

Particolare tenuità del fatto

Il d.lgs. 28 del 2015, emanato in ottemperanza all’ art. 1, comma 1, lett. m) della legge delega n. 67 del 2014, ha introdotto la nuova causa di non punibilità della c.d. particolare tenuità del fatto. L’istituto configurato quale causa di esenzione della pena lascia ferma la sussistenza del fatto di reato e la sua assegnazione a carico dell’imputato. L'art. 131-bis c.p. introduce una nuova causa di non punibilità operante quando il fatto di reato – sicuramente sussistente nei suoi profili oggettivi e soggettivi – presenti profili di particolare tenuità.

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Quesiti Operativi Quesiti Operativi

La messa alla prova e i lavori di pubblica utilità

13 Ottobre 2015 | di Marco Galati

Sospensione del procedimento con messa alla prova

Se un soggetto già sottoposto al programma di messa alla prova (ai sensi dell'art. 168-bis ss. c.p.) incorre nel reato di guida in stato di ebbrezza (art. 186 c.d.s) rischia di subire la revoca della sospensione del procedimento di messa alla prova? L’interessato poi può essere ammesso a svolgere lavori di pubblica utilità ai sensi del comma 9-bis dell'art. 186 c.d.s. in aggiunta ai lavori che sta già svolgendo per la messa alla prova?

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Quesiti Operativi Quesiti Operativi

Omicidio doloso ed omicidio preterintenzionale

12 Ottobre 2015 | di Samuel Amari

Omicidio doloso

Omicidio doloso ed omicidio preterintenzionale: dove risiede l’elemento distintivo? Avuto riguardo alle fattispecie incriminatrici di cui agli artt. 575 e 584 c.p. appare agevole individuare la medesimezza dell’evento finale del reato: la morte della vittima. Risulta altrettanto evidente, in astratto, la differenza tra le due ipotesi con riferimento all’elemento materiale, laddove l’omicidio preterintenzionale è caratterizzato da una specifica connotazione modale della condotta tipica

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Focus Focus

Approvate alla Camera le modifiche al giudizio abbreviato: prime riflessioni

12 Ottobre 2015 | di Fabrizio Galluzzo

Giudizio abbreviato

Il 23 settembre 2015, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge governativo c.d. Orlando (disegno di legge n. 2798), recante modifiche al codice penale e al codice di procedura penale ed in particolare, per quanto qui di interesse, alla disciplina del giudizio abbreviato, recependo alcune delle proposte di riforma elaborate, negli scorsi anni, dapprima dalla “Commissione Riccio” del 2006 e poi dalla recente “Commissione Canzio” del 2013 ma apportando anche ulteriori innovazioni che qui di seguito si analizzeranno nel dettaglio.

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Contrasti giurisprudenziali Contrasti giurisprudenziali

La prescrizione per il delitto punito con l’ergastolo commesso prima delle modifiche all’art. 157 c.p.

12 Ottobre 2015 | di Sergio Beltrani

Prescrizione del reato

Vi è contrasto in giurisprudenza in merito al termine di prescrizione della pena dell’ergastolo per delitti commessi prima della modifica dell’art. 157 c.p. per effetto della l. n. 251 del 2005, in presenza del riconoscimento di circostanza attenuante dalla quale derivi l’applicazione di pena detentiva temporanea.

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Giurisprudenza commentata Giurisprudenza commentata

La responsabilità del personale di una struttura sanitaria per abbandono di incapace per omesso controllo del paziente all’interno della struttura

09 Ottobre 2015 | di Vittorio Nizza

Colpa professionale

L'art. 591 c.p. tutela, non già il rispetto dell'obbligo legale di assistenza in sé considerato, quanto il valore etico-sociale della sicurezza della persona fisica contro determinate situazioni di pericolo che non deve necessariamente essersi realizzato e la condotta di "abbandono" resta integrata da qualunque azione od omissione, contrastante con il dovere giuridico di cura o di custodia, che grava sul soggetto agente e da cui derivi uno stato di pericolo, anche meramente potenziale, per la vita o per l'incolumità del soggetto passivo.

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