Quesiti Operativi

“Repliche formali” e giusto processo

Le cosiddette finte repliche, di cui si avvalgono i giudici che non decidono dopo la discussione rinviando di qualche mese, sono in linea con i principi del giusto processo?

 

Caro lettore, il quesito qui posto è tra i più importanti e trascurati della fase decisionale. Le finte repliche, che i giudici quando se ne avvalgono preferiscono chiamare repliche formali, vengono sempre più utilizzate, specie nei processi non semplici, per decidere qualche mese dopo la discussione. Ad esse si ricorre quando non si conosce abbastanza il processo, o non c'è tempo per soffermarsi in camera di consiglio, o altre ragioni non sempre note. Il pubblico ministero, più o meno spontaneamente (ma di solito su esplicita richiesta del giudice) chiede di replicare alla discussione della difesa, precisando che vi rinuncerà. Serve un rinvio al giudice. Amen. 
Il risultato è devastante, sotto molteplici aspetti:

- la discussione è stata quasi del tutto inutile;

- anche quando si disponga la stenotipia, la scrittura della discussione orale non è efficace affatto quanto quest'ultima;

- l'oralità viene mortificata e sostituita da una cattiva trascrizione stenotipica, molto meno efficace di una memoria difensiva; 

- il principio di immediatezza viene clamorosamente violato;

- e, a ulteriore mortificazione, questa volta della difesa, molto spesso il difensore accoglie con un inchino la decisione unilaterale del giudice: rinvio al ....! 

Certo illustrissimo presidente! Come ritiene lei.

 

Giusto Processo? 
Chi l’ha visto? 

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