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Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: la riforma della Giustizia e l’accelerazione del processo penale

30 Aprile 2021 | Procedimento e processo

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è stato approvato da entrambi i rami del Parlamento e il 29 aprile è stato comunicato al Consiglio dei Ministri ai fini della presentazione alla Commissione europea ai sensi dell’articolo 18 del Regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021

 

Come si legge nella premessa del documento «il piano comprende un ambizioso progetto riforme. Il governo intende attuare quattro importanti riforme di contesto – pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione della legislazione e promozione della concorrenza. […]

La riforma della giustizia ha l’obiettivo di affrontare i nodi strutturali del processo civile e penale e rivedere l’organizzazione degli uffici giudiziari. Nel campo della giustizia civile si semplifica il rito processuale, in primo grado e in appello, e si implementa definitivamente il processo telematico. Il Piano predispone inoltre interventi volti a ridurre il contenzioso tributario e i tempi della sua definizione. In materia penale, il Governo intende riformare la fase delle indagini e dell’udienza preliminare; ampliare il ricorso a riti alternativi; rendere più selettivo l’esercizio dell’azione penale e l’accesso al dibattimento; definire termini di durata dei processi»­.

 

Obiettivi fondamentali degli interventi in materia giustizia sono sicuramente la riduzione del tempo del giudizio e creare un modello di efficienza e competitività.

Con specifico riguardo al processo penale e al sistema sanzionatorio si punta a:

  • semplificare e razionalizzare il sistema degli atti processuali e delle notificazioni;
  • elaborare interventi sulla disciplina della fase delle indagini e dell’udienza preliminare finalizzati ad assicurare scansioni temporali più certe e stringenti, con riferimento in particolare alla raccolta degli elementi di prova e alle conseguenti determinazioni concernenti l’azione penale;
  • ampliare la possibilità di ricorso ai riti alternativi e l’incentivazione dei benefici ad essi connessi con interventi che riguardano il patteggiamento, il giudizio abbreviato e il decreto penale di condanna;
  • predisporre regimi volti a garantire maggiore selettività nell’esercizio dell’azione penale e nell’accesso al dibattimento, tanto in primo grado quanto in fase di gravame;
  • garantire al dibattimento di primo grado maggiore scorrevolezza;
  • migliorare l’accesso, snellire le forme e ridurre la durata del giudizio di appello, che rappresenta una fase particolarmente critica, in specie per la prescrizione del reato;
  • definire i termini di durata dei processi, con previsione degli opportuni meccanismi di adattamento alle eventuali specificità dei singoli uffici giudiziari.

 

Tali importanti obiettivi saranno raggiunti, in primis, mediante la diffusione dello strumento telematico per i depositi e alcune comunicazioni e notificazioni.

Sono poi previsti importanti interventi per la rimodulazione dei termini delle indagini e dell’udienza preliminare con un controllo giurisdizionale sulla data di iscrizione della notizia di reato. Ulteriori adempimenti e regole sono introdotti al fine di rendere più scorrevole la fase del dibattimento.

Relativamente al giudizio di appello, si introduce la previsione dell’ammissibilità dell’appello solo se il difensore è munito di specifico mandato a impugnare nonché lo snellimento delle forme del giudizio di appello.

Infine, ulteriori azioni riguardano la procedibilità dei reati, l’estinzione di alcune tipologie di reato mediante condotte riparatorie e una maggiore applicazione dell’istituto della particolare tenuità del fatto.

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