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Liste testimoniali depositate a mezzo pec: ammissibili se la Cancelleria inserisce copia cartacea nel fascicolo d’ufficio

09 Giugno 2021 |

Cass. pen., Sez. III, 8 aprile 2021 8dep 27 maggio 2021), n. 20929

Processo telematico

La ratio alla base della sanzione di inammissibilità delle comunicazioni effettuate dalle parti tramite pec, anziché nelle modalità previste dalla legge, è da rinvenirsi nella mancanza del fascicolo telematico, che rende di fatto l’atto depositato con modalità telematica inesistente.

Tuttavia, qualora la Cancelleria, spontaneamente, proceda a stampare gli atti trasmessi via pec dalle parti su supporto cartaceo e a inserirli nel fascicolo d’ufficio nel rispetto dei termini, viene meno il fondamento stesso della sanzione di inammissibilità conseguente alla violazione delle forme di trasmissione degli atti di parte.

 

Con queste motivazioni la Cass. penale, Sez. III, con sentenza n. 20929/2021, ha dichiarato non fondato il motivo di ricorso sollevato dall’imputato, ritenuto responsabile del reato di cui all’art. 609-bis c.p. per aver costretto una minore infraquattordicenne a subire e a compiere atti sessuali.

 

L’imputato, con il primo di cinque motivi, lamentava infatti il vizio di violazione di legge riferito all’art. 468 c.p.p. in ordine alle liste testimoniali depositate, dal Pubblico Ministero e dalla parte civile, a mezzo pec che la Corte di Appello aveva ritenuto ammissibili sull'assunto che fossero state tempestivamente stampate dalla Cancelleria su supporto cartaceo. Secondo il ricorrente invece era proprio la modalità di trasmissione da doversi ritenersi come ab origine non consentita, in quanto nel processo penale l’utilizzo del mezzo informatico è consentito per le sole comunicazioni effettuate dalla Cancelleria.

 

I giudici di legittimità si sono espressi in senso conforme alla Corte di Appello, rilevando che la piena visibilità dei documenti prodotti sia per le altre parti del processo sia per il giudice supera, infatti, l'irritualità originaria del mezzo di trasmissione, venendo meno, attraverso la loro trasformazione successiva in documenti cartacei, visibili, accessibili e consultabili da tutti i protagonisti del processo, le preclusioni che l'invio telematico per sua natura, allo stato, comporta.

Correttamente pertanto la Corte distrettuale ha disatteso la contestazione difensiva rilevando come la tempestiva allegazione al fascicolo del dibattimento delle liste testimoniali in questione non abbia prodotto in concreto nessuna violazione del diritto di difesa per l'imputato, con conseguente inoperatività della sanzione processuale dell'inammissibilità, strumentale alla lesione del suddetto diritto ed al contempo posta a presidio del regolare funzionamento del processo.

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