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L'imputato deve notificare l’istanza di sostituzione della misura cautelare alla persona offesa anche se questa non si è costituita parte civile

31 Agosto 2018 |

Cass. pen., Sez. II, 3 luglio 2018 (dep. 10 agosto 2018), n. 38497

Persona offesa dal reato e soggetto danneggiato

La mancata comparizione della persona offesa all’udienza preliminare equivale a una tacita rinuncia a interloquire sulla domanda cautelare?

La Cassazione penale, Sez. II, con sentenza n. 38497/2018 è intervenuta sul tema dando risposta negativa.

 

Nel caso di specie l’indagato ricorreva avverso l’ordinanza con cui il tribunale del riesame dichiarava inammissibile l’appello presentato dallo stesso contro il provvedimento con cui il Gip aveva rigettato l’istanza di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, sulla base della mancata notifica dell’istanza di sostituzione della persona offesa.

I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso infondato affermando che:

«L'imputato non può ritenersi dispensato dall'onere di notifica alla p.o. stabilito dall'art. 299, comma 4-bis, cod. proc. pen. in ragione del fatto che questa, seppur ritualmente citata per l'udienza preliminare, non sia comparsa e non si sia costituita parte civile, trattandosi di mero fatto processuale al quale non può ricondursi il significato di "abdicare" ad interloquire sulla cognizione della domanda cautelare, non essendo una tale conseguenza contemplata dall'ordinamento ed essendo principio generale che gli oneri processuali a carico delle parti devono avere una fonte legale, così come le conseguenze che al loro mancato esercizio vogliono ricondursi. Propendere per la soluzione interpretativa del ricorrente significherebbe anche svuotare di contenuto la disposizione censurata, alla quale, invece, deve riconoscersi natura precettiva e di sistema, in quanto volta proprio a costituire un effettivo contraddittorio sulle specifiche ragioni sottese alla domanda cautelare ad opera di colui che risulta titolare di quel bene-interesse leso dalla condotta criminosa».

 

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