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Le nuove misure di protezione dei testimoni di giustizia

12 Febbraio 2018 |

legge 11 gennaio 2018, n. 6

Testimonianza

È stata pubblicata sulla G.U. 6 febbraio 2018, n. 30 la legge 11 gennaio 2018, n. 6 intitolata  Disposizioni per la protezione dei testimoni di giustizia, che entrerà in vigore il 21 febbraio 2018.

Le speciali misure di protezione, contemplate  agli artt. 6 e 7, che il testo introduce sono quelle del sostegno economico e del reinserimento sociale e lavorativo. In particolare,

  • il sostegno economico riguarda: a) il pagamento delle spese non continuative o periodiche sostenute esclusivamente in conseguenza dell’applicazione delle speciali misure di protezione; b) la corresponsione di un assegno periodico in caso di impossibilità di svolgere attività lavorativa o di percepire i precedenti proventi a causa dell’adozione delle misure di tutela o per effetto delle dichiarazioni rese; c) la sistemazione alloggiativa; d) il pagamento delle spese per esigenze sanitarie, quando non sia possibile avvalersi del Sistema sanitario nazionale; e) l’assistenza legale per i procedimenti in cui il testimone di giustizia ha reso dichiarazioni; f) un indennizzo forfettario e onnicomprensivo determinato ai sensi dell’art. 26; g) la corresponsione di una somma a titolo di mancato guadagno derivante dalla cessazione dell’attività lavorativa; h) l’acquisizione al patrimonio dello Stato, dietro corrispettivo in denaro, dei beni immobili di proprietà del testimone di giustizia, quando le speciali misure di protezione prevedono il trasferimento definitivo in altra località.
  • il reinserimento sociale e lavorativo importa: a) la conservazione del posto di lavoro o il trasferimento presso altre amministrazioni o sedi; b) l’individuazione e lo svolgimento di attività volte allo sviluppo della persona umana; c) il sostegno alle imprese che abbiamo subito, o possano subire, nocumento a causa delle dichiarazioni rese; d) l’eventuale assegnazione in uso di beni nella disponibilità dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; e) l’accesso a mutui agevolati; f) il reperimento di un posto di lavoro, ancorché temporaneo, equivalente per posizione e mansione a quello perso a causa delle dichiarazioni rese; g) la capitalizzazione dell’assegno periodico, previsto come misura di sostegno economico (lett. b)), qualora il testimone di giustizia non abbia riacquistato l’autonomia lavorativa o un reddito proprio o,   in alternativa , l’accesso a un programma di assunzione in una pubblica amministrazione, con qualifica e funzioni corrispondenti al suo titolo di studio e alle professionalità possedute; h) altre misure straordinarie, eventualmente necessarie, atte a favorire il reinserimento sociale e lavorativo.

 

Le misure di protezione si applicano sia ai testimoni di giustizia che agli altri protetti, ossia «ai soggetti che risultano esposti a grave, attuale e concreto pericolo a causa del rapporto di stabile convivenza o delle relazioni intrattenute con i testimoni di giustizia» (art. 1).

Secondo l’art. 2 «è testimone di giustizia colui che:

a) rende, nell'ambito di un procedimento penale, dichiarazioni di fondata attendibilità intrinseca, rilevanti per le indagini o per il giudizio;

b) assume, rispetto al fatto delittuoso oggetto delle sue dichiarazioni, la qualità di persona offesa dal reato ovvero di persona informata sui fatti o di testimone;

c) non ha riportato condanne per delitti non colposi connessi a quelli per cui si procede e non ha rivolto a proprio profitto l'essere venuto in relazione con il contesto delittuoso su cui rende le dichiarazioni. (non escludono la qualità di testimone di giustizia i comportamenti posti in essere in ragione dell'assoggettamento verso i singoli o le associazioni criminali oggetto delle dichiarazioni, né i meri rapporti di parentela, di affinità o di coniugio con indagati o imputati per il delitto per cui si procede o per delitti ad esso connessi);

d) non è o non è stato sottoposto a misura di prevenzione, né è sottoposto a un procedimento in corso nei suoi confronti per l'applicazione della stessa, ai sensi del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, da cui si desumano la persistente attualità della sua pericolosità sociale e la ragionevole probabilità che possa commettere delitti di grave allarme sociale;

e) si trova in una situazione di grave, concreto e attuale pericolo, rispetto alla quale risulti l'assoluta inadeguatezza delle ordinarie misure di tutela adottabili direttamente dalle autorità di pubblica sicurezza, valutata tenendo conto di ogni utile elemento e in particolare della rilevanza e della qualità delle dichiarazioni rese, della natura del reato, dello stato e del grado del procedimento, nonché delle caratteristiche di reazione dei singoli o dei gruppi criminali oggetto delle dichiarazioni.

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