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La Relazione di Bonafede sull’andamento del settore giustizia nel 2020

01 Febbraio 2021 | Procedimento e processo

Mercoledì 27 gennaio 2021 è stata trasmessa alle Camere la Relazione sulla sull’amministrazione della giustizia per l’anno 2020 del Ministro Bonafede, la quale descrive in maniera dettagliata la situazione della giustizia italiana in un testo di oltre 200 pagine.

Nello specifico, la Relazione si apre con una introduzione in tema di Recovery plan e richiama le Country specific recommandations della Commissione europea relative agli anni 2019 e 2020, le quali hanno esortato ad aumentare l’efficienza del sistema civile, a favorire la repressione della corruzione e ad attuare tempestivamente i decreti di riforma in materia di insolvenza, velocizzando così i procedimenti di esecuzione forzata e di escussione delle garanzie.

Sono circa 3 i miliardi posti a disposizione per recuperare l’efficienza nell’ambito giustizia nel nostro Paese, i quali hanno quali primi obiettivi la riforma della giustizia civile e penale.
Per fare ciò, sarà necessario dotarsi di nuove risorse e da qui partiranno le assunzioni a tempo determinato dedicate perlopiù a rafforzare e riqualificare il cd. “Ufficio per il processo”, oltre alla previsione di 2000 magistrati onorari aggregati in più, 4200 operatori che andranno a potenziare la capacità amministrativa e 100 magistrati onorari ausiliari che andranno a supportare la sezione tributaria della Corte di Cassazione.

Altri punti salienti della Relazione riguardano, poi, l’illustrazione di tutti i piani ed i progetti posti in essere lo scorso anno per fronteggiare l’emergenza epidemiologica ancora in corso, tra cui la digitalizzazione della giustizia e l’analisi dei dati inerenti alla giustizia civile e a quella penale, oltre a riprendere le riforme del processo penale e di quello civile.

Infine, la Relazione pone l’accento anche sulle innovazioni che si intendono apportare all’ordinamento giudiziario, al fine di «garantire un esercizio dell’autogoverno della magistratura libero da condizionamenti esterni».

Corposa anche l’attività normativa posta in essere nel corso dell’anno 2020, come, ad esempio, il disegno di legge finalizzato al contrasto alle cd. agromafie, la legge che ha modificato la disciplina sulle intercettazioni e il decreto volto al contrasto dei fenomeni di violenza urbana, che ha inasprito le pene per la partecipazione alla rissa semplice e a quella aggravata, oltre all’allargamento dell’ambito di applicazione del “daspo urbano”.

 

Fonte: Diritto e Giustizia

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