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La condivisione di un post su facebook è comunicazione con terzi: arresti domiciliari revocati

10 Novembre 2016 |

Cass. pen., Sez. II, 14 luglio 2016 (dep. 8 novembre 2016),

Arresti domiciliari

Con riferimento alla misura degli arresti domiciliari, la prescrizione di non comunicare con persone estranee deve essere intesa come divieto non solo di parlare con persone non conviventi ma anche di stabilire contatti – sia vocali che a mezzo congegni elettronici – con altri soggetti.

Per questa ragione, la Cassazione penale, Sezione II, ha confermato la decisione, assunta dal tribunale del riesame di Catania, di sostituire gli AA.DD. con la custodia in carcere, per avere l’indagato diffuso su facebook un messaggio oggettivamente criptico, che si è ritenuto essere stato indirizzato a qualcuno in grado di comprenderne il reale significato ed alludere a qualcosa di riservato e conosciuto da una ristretta cerchia di persone, oltre che chiaramente intimidatorio, a dispetto del tono volutamente suggestivo, ma forzato da coloratissime emoticon, ancora più esplicitamente intimidatorie.

I giudici di legittimità hanno ritenuto necessario applicare la custodia in carcere, poiché la riscontrata violazione delle prescrizioni imposte risulta sintomatica dell’inaffidabilità dell’indagato e quindi dell’inadeguatezza della detenzione domiciliare.

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