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Il giudice deve motivare se ci si trovi in presenza di colpa per imperizia piuttosto che per negligenza o imprudenza

Con la sentenza n. 37794 del 6 agosto 2018 la quarta sezione penale ha affermato che non è conforme alle finalità della legge, in tema di responsabilità medica, una motivazione che enunci la regola di comportamento desumibile da linee – guida senza specificare se si tratti di regola cautelare o di regola di giudizio della perizia del sanitario.
Alla ricerca del punto di equilibrio - Non vi è dubbio che l’accertamento della responsabilità sanitaria sia materia delicata sia per i reiterati interventi del legislatore, sia per le sempre più approfondite ed articolate elaborazioni dottrinali, vuoi per la ricerca da parte degli interpreti di un equilibrio tra le istanze di generai-prevenzione correlate all'esercizio di un'attività rischiosa e l'imperativo di matrice costituzionale di attribuire rilievo penale alle sole condotte colpevoli.
Le linee guida e le buone pratiche … - Secondo la Suprema Corte “l'introduzione, ad opera del d.l. 13 settembre 2012, n. 158 (convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n.189, c.d. decreto Balduzzi) del parametro di valutazione dell'operato del sanitario costituito dalle linee-guida e dalle buone pratiche clinico-assistenziali, con la più incisiva conferma di tale parametro ad opera della legge 8 marzo 2017, n. 24, ha modificato i termini del giudizio penale imponendo al giudice, non solo una compiuta disamina della rilevanza· penale della-condotta colposa ascrivibile al sanitario alla luce di tali parametri ma, ancor prima, un'indagine che  tenga conto dei medesimi parametri allorché si accerti quello che sarebbe stato il comportamento alternativo corretto che ci si doveva attendere dal professionista, in funzione dell'analisi controfattuale della riferibilità causale alla sua condotta dell'evento lesivo”.
… e la motivazione richiesta dalla legge – Ecco allora che “una motivazione che tralasci di indicare se il caso concreto sia regolato da linee-guida o, in mancanza, da buone pratiche clinico-assistenziali, di valutare il nesso di causa tenendo conto del comportamento salvifico indicato dai predetti parametri, o di specificare di quale forma di colpa si tratti, se di colpa generica o specifica, eventualmente alla luce di regole cautelari racchiuse in linee-guida, se di colpa per imperizia, negligenza o Imprudenza, ma anche una motivazione in cui non sia appurato se ed in quale misura la condotta del sanitario si sia discostata da linee-guida o da buone pratiche clinico-assistenziali non può, oggi, essere ritenuta satisfattiva né conforme a legge”.
Ed infatti, è compito del giudice di merito quello di “di discernere se ci si trovi in presenza di colpa per imperizia piuttosto che per negligenza o imprudenza”.
Nel caso di specie la Corte di appello aveva adottato una motivazione certamente non chiara: ed infatti, aveva ritenuto che si trattava di «colpa specifica per negligenza», ma anche di «colpa per imprudenza, negligenza ed imperizia, secondo il profilo di colpa cosciente, con previsione dell'evento». 
Peraltro, “data la diversa incidenza del tipo di condotta colposa sulla disciplina della responsabilità penale, - per la Suprema Corte - si tratta di motivazione non soddisfacente, tanto più che, nella specie, la condotta tenuta dal [medico] consistendo secondo quanto adombrato in un passo della motivazione in un'erronea diagnosi, accompagnata da una sottovalutazione dell'urgenza del caso e dall'omessa indicazione di un ricovero urgente per accertamenti strumentali, si sarebbe potuta ascrivere in parte al profilo della negligenza e, in parte, a quello dell'imperizia”.
La graduazione della colpa – Inoltre, risulta imprescindibile “l'indicazione delle ragioni giustificative del giudizio di merito circa la graduazione della colpa, che secondo le più recenti normative costituisce il discrimine tra condotta penalmente rilevante e condotta non punibile ed è, in ogni caso, metro di valutazione del trattamento sanzionatorio”.
Ecco, allora, che “spetterà … al giudice di merito scandagliare la regola cautelare che utilizzerà come parametro di giudizio, indicare a quali parametri precostituiti tale regola sia riconducibile, verificare quindi se il caso concreto possa essere parametrato ~ linee guida o buone pratiche clinico-assistenziali e, solo allora, stabilire in quale misura e per quali ragioni il sanitario se ne sia discostato”
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