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I tempi della riforma penale secondo il Ministro della Giustizia

24 Marzo 2022 | Procedimento e processo

Durante il question time di mercoledì 23 marzo, la Ministra è stata interrogata sui tempi di adozione degli schemi dei decreti legislativi in materia di riforma del processo penale, civile e stato dei lavori della Commissione ministeriale per la revisione dei reati fallimentari.

 

Per quanto riguarda la riforma penale, la Ministra ha precisato che «i 5 gruppi istituiti per la delega penale avranno termine: 3 di loro fino al 30 aprile 2022 per concludere i lavori e 2, quelli sul sistema sanzionatorio e sulla giustizia riparativa, il 10 maggio 2022».

 

«Dopo questi termini di consegna dei lavori interni» ha proseguito «ci sarà ancora qualche interlocuzione da avere con tutti i soggetti interessati e, poi, un lavoro di coordinamento fra questi testi, perché le deleghe erano veramente molto ampie ed era necessario suddividerle per il lavoro analitico, ma servirà un punto di sintesi. In ogni caso, la nostra previsione è sicuramente di portare all'esame del Parlamento questi decreti legislativi tutti prima dell'estate - potrebbe essere la seconda metà di giugno o il mese di luglio, questo lo vedremo, lo aggiusteremo strada facendo - per la competente espressione del parere e avere un tempo sufficientemente ampio per poter rispettare i termini europei».

Quanto ai reati fallimentari, la Ministra ha dichiaro che «siamo in uno stato avanzato, anche qui, di elaborazione, perché ciascuna delle 4 sottocommissioni ha già consegnato al presidente Bricchetti, che coordina tutto il lavoro, gli articolati e le relazioni. Si tratta ora di fare una seduta plenaria per concludere questi lavori. Sicuramente entro il mese di aprile potranno vedere anche questi la loro conclusione. Il termine iniziale era a fine marzo, ma - come però spesso accade - qualche settimana di ulteriore respiro è stata necessaria per perfezionare un lavoro, che si deve coordinare con tutto il sistema della revisione della crisi di impresa, che è anch'essa in corso».

 

La Guardasigilli è poi tornata a occuparsi del tema caldo della sicurezza nelle carceri, per contrastare il crescente fenomeno delle aggressioni da parte dei detenuti.

 

A tal proposito, il Ministro ha affermato che: «un'eventuale sperimentazione del taser da parte della polizia penitenziaria dovrebbe sottostare alle stesse regole e alle stesse limitazioni già previste per l'impiego di ogni altro armamento speciale di reparto, proprio a garanzia della sicurezza».

 

Ha aggiunto anche che: «di norma in carcere non entrano le armi perchè un'arma che entra in sezione è un elemento di pericolo in più».

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