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Il nuovo articolo 375 c.p., prime riflessione sul reato di frode nel processo penale e depistaggio

12 Luglio 2016 | di Giuseppe Pavich

Delitti contro l’amministrazione della giustizia

Nella seduta del 5 luglio scorso, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la proposta di legge di iniziativa dell’on. Paolo Bolognesi, Presidente dell'Associazione vittime della strage di Bologna, che introduce il reato di depistaggio. Per l’esattezza, la bozza di articolato in esame introduce una nuova fattispecie di reato: il delitto di cui all’art. 375 c.p. (Frode nel processo penale e depistaggio), che viene configurato come reato proprio del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio (in precedente lettura era reato comune).

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Prescrizione dell’illecito amministrativo commesso dall’ente. Disciplina conforme ai principi costituzionali

11 Luglio 2016 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. VI, 10 novembre 2016 (dep. 7 luglio 2016), n. 28299

Prescrizione del reato

La Corte di cassazione, Sezione VI, ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 22 d.lgs. 231/2001 in relazione agli artt. 3, 24, comma 2, e 111 Cost.

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Notifiche telematiche in ambito penale al via anche a Napoli

08 Luglio 2016 | di Redazione Scientifica

Notificazioni

Con decreto del 22 giugno 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 del 7 luglio 2016, il Ministero della Giustizia, verificata la funzionalità dei servizi di comunicazione ex art. 16, comma 10, d.l. n. 179/2012, ha stabilito che le notifiche a persona diversa dall’imputato presso il Tribunale e l’Ufficio di sorveglianza di Napoli, settore penale, saranno effettuate esclusivamente per via telematica.

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Reformatio in pejus senza rinnovazione dell'istruzione dibattimentale: la Cassazione deve annullare con rinvio. La rilevanza delle violazioni della Convenzione Edu

07 Luglio 2016 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. unite, 28 aprile 2016 (dep. 6 luglio 2016), n. 27620

Reformatio in pejus (divieto di)

È stata depositata la sentenza n. 27620 del 6 luglio 2016, con la quale le Sezioni unite, chiamate a decidere se fosse rilevabile di ufficio in sede di giudizio di cassazione la questione relativa alla violazione dell’art. 6 Conv. Edu per avere il giudice d’appello riformato la sentenza assolutoria di primo grado affermando la responsabilità penale dell’imputato esclusivamente sulla base di una diversa valutazione di attendibilità delle dichiarazioni di testimoni, senza procedere a nuova escussione degli stessi.

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Frode in processo penale e depistaggio. La Camera approva in via definitiva il ddl

06 Luglio 2016 | di Redazione Scientifica

Delitti contro l’amministrazione della giustizia

Il 5 luglio 2016 la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge Introduzione nel codice penale del reato di inquinamento processuale e depistaggio. Viene così sostituito l’art. 375 c.p., la cui rubrica è ora Frode in processo penale e depistaggio, che punisce con la reclusione da tre a otto anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che muta artificiosamente il corpo del reato, lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone connessi al reato, ovvero afferma il falso o nega il vero o tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito su richiesta dell’Autorità giudiziaria o della polizia giudiziaria, al fine di impedire, ostacolare o sviare un’indagine. Se la pena comminata è superiore ai tre anni di reclusione consegue la pena accessoria dell’interdizione ai pubblici uffici.

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Se il procedimento è concluso senza un’istruttoria approfondita non è applicabile il ne bis in idem

05 Luglio 2016 | di Redazione Scientifica

Corte di giustizia Unione europea, Grande Sezione, 29 giugno 2016, causa C-486-14, Kossowski

Bis in idem (divieto)

Applicare il principio del ne bis in idem ad una decisione di conclusione delle indagini adottata dall’autorità giudiziaria di uno Stato Schengen in assenza di qualsiasi approfondimento sul comportamento illecito addebitato all’accusato è manifestamente in contrasto con la finalità sottesa alla creazione, in ambito europeo, di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, e rischierebbe di rimettere in discussione la fiducia reciproca fra gli Stati membri.

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Utilizzabilità delle intercettazioni a mezzo di virus informatico. Depositate le motivazioni delle Sezioni unite

04 Luglio 2016 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. unite, 28 aprile 2016 (dep. 1 luglio 2016), n. 26889

Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

Il 1° luglio 2016, sono state depositate le motivazioni delle sentenza n. 26889 in tema di captatore informatico

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Il praticante avvocato, nominato sostituto del difensore, non è legittimato a svolgere le investigazioni difensive

30 Giugno 2016 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. III, 16 settembre 2015 (dep. 20 giugno 2016), n. 25431

Indagini difensive

È illegittima l’attività di documentazione ex art. 391-bis c.p.p. svolta, nell’ambito di un procedimento di competenza del tribunale in composizione collegiale, dal praticante avvocato abilitato esclusivamente al patrocinio nelle sole cause di competenza del giudice di pace ovvero davanti al tribunale in composizione monocratica, anche nell’ipotesi in cui questi sia stato nominato sostituto di un difensore abilitato ed abbia agito in tale veste.

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Daspo, il revirement della Cassazione sull’autorità competente a modificare o revocare il provvedimento

28 Giugno 2016 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. III, 8 aprile 2016 (dep. 15 giugno 2016), n. 24819

Misure di prevenzione

Con la sentenza n. 24819, depositata il 15 giugno 2016, la Corte di cassazione, Sez. III, ha superato il costante indirizzo della giurisprudenza di legittimità in materia di Daspo che, dato il silenzio della norma sull’autorità competente in caso di modifica o revoca del provvedimento, individuava quest’ultima nel questore in ragione della natura eminentemente amministrativa dell’intervento.

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Il giudice dell’esecuzione può revocare la sentenza di condanna per abolitio criminis implicita

27 Giugno 2016 | di Redazione Scientifica

Cass. pen., Sez. unite, 29 ottobre 2015 (dep. 23 giugno 2016), n. 26259

Giudice dell’esecuzione

Il giudice dell’esecuzione può revocare, ai sensi dell’art. 673 c.p.p. una sentenza di condanna pronunciata dopo l’entrata in vigore della legge che ha abrogato la norma incriminatrice, allorché l’evenienza di abolitio criminis non sia stata rilevata dal giudice della cognizione.

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