Giurisprudenza sovranazionale

Giurisprudenza sovranazionale

La sentenza Celaj sul divieto di reingresso: storia di un verdetto annunciato e nuove prospettive

18 Maggio 2016 | di Nicola Canestrini, Giovanni Guarini

Espulsione dello straniero dallo Stato

La sentenza della Corte di giustizia Ue, Sez. IV., 1 ottobre 2015, causa n. C-290/14, Celaj difende inaspettatamente uno degli ultimi baluardi posti dalla legislazione penale italiana a tutela delle frontiere. Infatti, il reato di illecito reingresso nel territorio dello Stato è l'ultimo residuato punito con sanzione detentiva, la reclusione da uno a quattro anni (mentre il reato di clandestinità di cui all'art. 10-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è punito con la sola ammenda).

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Affermazioni razziali. La limitazione della libertà di espressione deve parametrarsi al contesto storico-sociale

07 Aprile 2016 | di Marco Gioia

Corte Edu

Corte Edu, Sez. II, 15 ottobre 2015, c. 27510-08, Perinçek v. Switzerland.pdf

Cronaca e critica giudiziaria

La sentenza della Corte riguarda il caso di un politico Turco che ha espresso, nel corso di eventi pubblici tenutisi in Svizzera nel 2005, l’opinione secondo cui le deportazioni di massa e i massacri subiti dagli Armeni nel 1915 nell’Impero Ottomano non sarebbero state un “genocidio”.

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L'ospedalizzazione obbligatoria non costituisce una pena ex art. 7 Cedu

31 Marzo 2016 | di Marco Gioia

Corte Edu

Misure di prevenzione

La Corte Edu ha affermato che le misure imposte al soggetto di cui è stata dichiarata la carenza di colpevolezza per infermità mentale non sono state applicate in conseguenza di una sua condanna per un reato e come tali non costituirebbero delle pene ai sensi dell’art. 7 Cedu.

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La vicenda Abu Omar, il segreto di Stato, la condanna dell’Italia a Strasburgo

07 Marzo 2016 | di Giorgio Spangher

Corte Edu

Terrorismo

Osama Mustafa Hassan Nasr (noto come Abu Omar) ricorre a Strasburgo in relazione alla vicenda processuale connessa alla sua extrajudicial transfer (or “extraordinary rendition”) da parte di agenti della Cia, con la collaborazione di ufficiali italiani.

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Imputato sottoposto a iter per l’estradizione e condanna in absentia

18 Febbraio 2016 | di Ciro Iorio

Corte Edu

Procedimento in absentia

Per la Corte Edu vi è un diniego di giustizia quando un individuo condannato in absentia non può ottenere successivamente che un giudice decida nuovamente, dopo averlo sentito, sulla fondatezza dell'accusa in fatto come in diritto, quando non è certo che abbia rinunciato al suo diritto a comparire e difendersi.

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Frodi Iva, se una prescrizione troppo breve pregiudica gli obblighi verso l'Ue. La sentenza Taricco

08 Gennaio 2016 | di Marco Gioia

Corte di Giustizia Ue, Grande Sezione, 8 settembre 2015, C - 105-14.pdf

Prescrizione del reato

Una normativa nazionale in materia di prescrizione del reato come quella stabilita dal combinato disposto dell’articolo 160, ultimo comma, del codice penale è idonea a pregiudicare gli obblighi imposti agli Stati membri dall’articolo 325, paragrafi 1 e 2, T.F.Ue

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Diritto all’assistenza legale gratuita e applicazione dei criteri di Engel

04 Dicembre 2015 | di Sergio Beltrani

Corte Edu

Corte Edu 19 novembre 2015, Mikhaylova c. Russia, ric. n. 46998-2008.pdf

Patrocinio a spese dello Stato

La Corte Edu (sentenza 19 novembre 2015, Mikhaylova c. Russia) ha ritenuto che risulta violato il diritto ad un processo equo ex art. 6, § 3, lett. c), della Convenzione Edu, in caso di diniego di assistenza legale gratuita per il soggetto che non abbia i mezzi per retribuire il proprio difensore.

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L’assenza di un sistema atto alla composizione dei contrasti giurisprudenziali interni pregiudica la certezza del diritto

27 Novembre 2015 | di Sergio Beltrani

Corte Edu

Convenzione europea dei diritti dell’uomo

La Corte Edu ha ritenuto che risulta violato il diritto ad un processo equo ex art. 6, § 1, della Convenzione Edu, in presenza di contrastanti orientamenti nell’ambito della suprema Corte di legittimità interna, ove manchi un meccanismo atto a comporre i contrasti.

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I limiti al divieto di reformatio in peius

26 Ottobre 2015 | di Ciro Iorio

Corte Edu

Reformatio in pejus (divieto di)

Per la Corte Edu ben può la Corte di appello, in sede di giudizio di rinvio, irrogare una pena più grave rispetto a quella comminata dal primo giudice di appello, purché non sia più alta rispetto a quella determinata dai giudici di primo grado. Il ricorrente, condannato con giudizio abbreviato per associazione di tipo mafioso, aveva impugnato la sentenza di condanna a sei anni di reclusione contestando la inutilizzabilità di parte delle intercettazioni telefoniche realizzate nel corso delle indagini preliminari, in quanto effettuate con strumenti non appartenenti alla Procura.

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Criteri di legittimità delle misure di sorveglianza segreta

02 Settembre 2015 | di Alessandra Testaguzza

Corte Edu, Sez. IV

Intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche

Un’ingerenza può essere giustificata solo ai sensi dell’articolo 8, § 2, Cedu se prevista della legge, persegue uno degli scopi legittimi a cui il comma 2 dell’articolo 8 si riferisce ed è necessario in una società democratica per raggiungere tali scopi.

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