Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Termine per la deducibilità della nullità da omessa notificazione dell'avviso di udienza ad uno dei due difensori dell'imputato

14 Luglio 2015 | di Genziana Leto

Cass. pen., Sez. un.

Notificazioni

Il termine ultimo di deducibilità della nullità a regime intermedio derivante dall'omessa notificazione dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale di appello ad uno dei due difensori dell'imputato è quello della deliberazione della sentenza nello stesso grado, anche in caso di assenza in udienza sia dell'imputato che dell'altro difensore, ritualmente avvisati.

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Espulsione per reati di terrorismo internazionale e CEDU

13 Luglio 2015 | di Paola Di Nicola

Cass. pen., Sez. VI

Espulsione dello straniero dallo Stato

La Corte europea per i diritti umani ha stabilito che quando l'esecuzione di provvedimenti di espulsione giudiziaria verso un determinato Paese viola l'art. 3 della CEDU, per il rischio di attuazione di pene o trattamenti inumani o degradanti, è compito di ogni organo giurisdizionale nazionale adottare, in caso di ritenuta pericolosità della persona, un'appropriata misura di sicurezza, diversa dall'espulsione, e ciò fino a quando non sopravvengano fatti nuovi che facciano venire meno la situazione di allarme.

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Condizioni per l’obbligo di traduzione dell’ordinanza cautelare

13 Luglio 2015 | di Antonella Marandola

Cass. pen., Sez. VI

Atti (traduzione degli)

Qualora sia applicata una misura cautelare personale nei confronti di un cittadino straniero che non è in grado di comprendere la lingua italiana, l'omessa traduzione del provvedimento determina la sua nullità solo se la predetta circostanza era già nota al momento dell'emissione del titolo cautelare; laddove invece la mancata conoscenza della lingua italiana emerge in un momento successivo.

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La prova della sussistenza del nesso di causa nella responsabilità medica

13 Luglio 2015 | di Vittorio Nizza

Cass. pen., Sez. IV

Attività medico-chirurgica

Il giudizio di alta probabilità logica non definisce il nesso causale in sé e per sé, ma piuttosto il criterio con il quale procedere all’accertamento probatorio di tale nesso, il quale, diversamente da quanto accade per l’accertamento di ogni altro elemento costitutivo del reato, deve consentire di fondare, all’esito di un completo e attento vaglio critico di tutti gli elementi disponibili, un convincimento sul punto, dotato di un elevato grado di credibilità razionale.

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Immissione in commercio di sostanze alterate e responsabilità all’interno dell’azienda

10 Luglio 2015 | di Pietro Molino

Cass. pen., Sez. III

Alimenti e bevande

In tema di disciplina degli alimenti, responsabile del reato di messa in commercio di sostanze alimentari in stato di alterazione di cui all'art. 5, lett. d), l. 30 aprile 1962, n. 283, è il soggetto che nell'ambito dell'impresa ha effettivamente svolto la mansione di direzione della produzione.

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La rilevanza delle carenze organizzative e gestionali della struttura sanitaria nella valutazione della sussistenza del nesso di causa nella responsabilità medica

10 Luglio 2015 | di Vittorio Nizza

Cass. pen., Sez. IV

Attività medico-chirurgica

Il medico non risponde penalmente per la morte del paziente se la struttura e l'organizzazione dell'ospedale sono assolutamente inadeguate.

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Accesso abusivo a sistema informatico ed esercizio del diritto di difesa

08 Luglio 2015 | di Luigi Cuomo

Cass. pen., Sez. V

Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico

La scriminante dell'esercizio di un diritto (art. 51 c.p.) non è configurabile qualora l'agente, per acquisire dati o elementi utili alla sua difesa in giudizio, acceda indebitamente alla casella di posta elettronica di un collega di studio, prendendo cognizione delle e-mail inviate o ricevute, non essendo consentite intromissioni nella sfera di riservatezza delle controparti processuali o l'esercizio di facoltà riservate agli organi pubblici.

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Accesso abusivo a sistema informatico e competenza territoriale

24 Giugno 2015 | di Luigi Cuomo

Cass. pen., Sez. un.

Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico

Il luogo di consumazione del delitto di cui all'art. 615-ter c.p. coincide con quello in cui si trova l'utente che, tramite elaboratore elettronico o altro dispositivo per il trattamento automatico dei dati, digitando la parola chiave o altrimenti eseguendo la procedura di autenticazione, supera le misure di sicurezza apposte dal titolare per selezionare gli accessi e per tutelare la banca-dati memorizzata all'interno del sistema centrale ovvero vi si mantiene eccedendo i limiti dell'autorizzazione ricevuta.

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Confisca per equivalente dei beni della persona giuridica per il reato tributario commesso dal suo organo

16 Giugno 2015 | di Vincenzo Mongillo

Cass. pen., Sez. un.

Confisca per equivalente

In tema di reati tributari commessi dal legale rappresentante di una persona giuridica, il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente prevista dagli artt. 1, comma 143, della l. n. 244 del 2007 e art. 322-ter c.p. non può essere disposto sui beni dell'ente, ad eccezione del caso in cui questo sia privo di autonomia e rappresenti solo uno schermo attraverso il quale il reo agisca come effettivo titolare dei beni.

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