Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Elemento psicologico del reato di calunnia

29 Settembre 2015 | di Valentina Sellaroli

Cass. pen., Sez. VI

Calunnia ed autocalunnia

In tema di calunnia, ai fini dell'integrazione dell'elemento psicologico non assume rilievo la forma del dolo eventuale, in quanto la formula normativa "taluno che egli sa innocente" risulta particolarmente pregnante e indicativa della consapevolezza certa dell'innocenza dell'incolpato.

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Associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizione sportiva. La sentenza della Suprema Corte sul caso “Calciopoli”

25 Settembre 2015 | di Alessandro Avagliano

Cass. pen., Sez. III

Associazione per delinquere

Il reato di frode in competizione sportiva, nella accezione generica prevista nella seconda parte dell’art. 1, comma 1, della legge n. 401 del 1989, ha natura di delitto di attentato a consumazione anticipata, nel quale la soglia di punibilità coincide con il compimento di un’attività fraudolenta idonea ad alterare la lealtà e la correttezza nello svolgimento della competizione agonistica.

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Esegesi dell’art. 275, comma 4, c.p.p. con riferimento all’assoluta impossibilità della madre a dare assistenza prole

24 Settembre 2015 | di Caterina Brignone

Cass. pen., Sez. VI

Custodia cautelare in carcere

Ai fini dell’applicabilità del divieto di custodia cautelare in carcere nei confronti del padre di figli di età non superiore a sei anni, qualora la madre sia assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole, l’assoluta impossibilità richiesta dall’art. 275, comma 4, c.p.p. va letta ed interpretata non con riferimento al soggetto chiamato a dare assistenza, bensì con riferimento al destinatario di detta assistenza, ossia al minore di età inferiore a sei anni, il cui processo evolutivo ed educativo potrebbe essere irrimediabilmente compromesso dalla mancanza di una valida ed efficace presenza di entrambi i genitori.

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La richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo presentata dal difensore di fiducia in assenza della precedente costituzione dell’ente

22 Settembre 2015 | di Niccolò Bertolini Clerici

Cass. pen., Sez. un.

Responsabilità degli enti

In tema di responsabilità da reato degli enti, è ammissibile la richiesta di riesame presentata, ai sensi dell’art. 324 c.p.p., avverso il decreto di sequestro preventivo dal difensore di fiducia nominato dal rappresentante dell’ente secondo il disposto dell’art. 96 c.p.p., ed in assenza di un previo atto formale di costituzione a norma dell’art. 39, d.lgs. n. 231/2001, sempre che, precedentemente o contestualmente all’esecuzione del sequestro, non sia stata comunicata l’informazione di garanzia prevista dall’art. 57 del d.lgs. n. 231/2001 medesimo.

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L’origine legislativa del concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso

21 Settembre 2015 | di Maria Teresa Trapasso

Cass. pen. Sez. II

Concorso esterno nei reati associativi

Il c.d. concorso esterno in associazione di tipo mafioso non è istituto di (non consentita, perché in violazione del principio di legalità) creazione giurisprudenziale ma è incriminato in forza della generale (perché astrattamente riferibile a tutte le norme penali incriminatrici) funzione incriminatrice dell’art. 110 c.p.

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Prescrizione e confisca di cose costituenti prezzo o profitto del reato

18 Settembre 2015 | di Donatella Perna

Cass. pen., Sez. un.

Confisca (misura di sicurezza)

Il giudice, nel dichiarare la estinzione del reato per intervenuta prescrizione, può applicare la confisca del prezzo o del profitto del reato, sempre che si tratti di confisca diretta e vi sia stata una precedente pronuncia di condanna.

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Contestazione di circostanza aggravante in corso di dibattimento e richiesta di giudizio abbreviato

16 Settembre 2015 | di Andrea Lazzoni

Corte costituzionale

Nuove contestazioni

Va dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 517 del codice di procedura penale, nella parte in cui, nel caso di contestazione di una circostanza aggravante che già risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale, non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato oggetto della nuova contestazione.

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Le norme italiane sulla prescrizione nei casi di frode Iva sono incompatibili con il diritto comunitario

15 Settembre 2015 | di Sergio Beltrani

Corte di Giustizia Ue (Grande Sezione)

Prescrizione del reato

Il giudice italiano deve disapplicare la normativa interna in tema di prescrizione nel caso in cui essa, stabilendo un termine complessivo troppo breve, impedisca che i reati di frode grave in materia Iva siano sanzionati in modo effettivo e dissuasivo.

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Riforma in pejus e obbligo del giudice di appello di rinnovare la prova

09 Settembre 2015 | di Marco Siragusa

Cass. pen., Sez. VI

Appello

Secondo il costante orientamento oramai espresso dalla Corte di Cassazione, per riformare in pejus una sentenza assolutoria emessa all’esito di giudizio abbreviato condizionato, il giudice di appello è obbligato – in base all’art. 6 Cedu, così come interpretato dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 5 luglio 2011, nel caso Dan c. Moldavia – a rinnovare l’istruzione dibattimentale quando intende operare un diverso apprezzamento dell’attendibilità di una prova orale acquisita dal primo giudice in sede di integrazione probatoria

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Appellabilità della sentenza di estinzione per condotta riparatoria nel giudizio dinanzi al giudice di pace

09 Settembre 2015 | di Lucia Randazzo

Cass. pen., Sez. un.

Giudice di pace

In tema di reati di competenza del giudice di pace non sussiste l’interesse della parte civile ad impugnare la sentenza dichiarativa dell’estinzione del reato ai sensi dell’art. 35 del d.lgs. n. 274/2000. La parte civile, qualora non ritenga esaustivo il risarcimento offerto, potrà adire comunque il giudice civile rispetto alla cui decisione, alla luce dei principi elaborati dalla giurisprudenza di legittimità, la pronuncia penale non avrà alcuna incidenza, in quanto la congruità del risarcimento, operata allo stato degli atti ai soli fini dell'estinzione del reato, lascia comunque impregiudicata la possibilità di un nuovo e completo accertamento circa l'esistenza e l'entità del danno in favore della persona offesa.

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