Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Le notifiche al difensore di fiducia invece che nel luogo indicato nell’elezione di domicilio: irregolari ma valide

23 Novembre 2015 | di Michele Sbezzi

Cass. pen., Sez. VI

Notificazioni

La notifica all’imputato, poi rimasto contumace, eseguita presso lo studio del difensore nonostante regolare elezione di domicilio altrove, è irregolare; tuttavia, in costanza di rapporto fiduciario con il difensore medesimo, essa non è astrattamente inidonea ad assolvere la propria funzione comunicativa e non impedisce quindi di ritenere che l’imputato abbia comunque avuto piena contezza dell’avvio del processo.

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Sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni costituiti in pegno regolare dall'indagato

20 Novembre 2015 | di Dario Cavarra

Cass. pen., Sez. III

Sequestro preventivo

In tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni costituiti in pegno regolare, compete al giudice che sequestra o, in caso di ricorso, al giudice del riesame, valutare se sia il caso di scindere, ai fini della cautela, la posizione del creditore estraneo all’illecito penale rispetto a quella dell’indagato, realizzando un bilanciamento tra l’interesse pubblico e quello privato mediante la limitazione del vincolo alle sole facoltà dell’indagato sul bene sequestrato.

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Le condizioni di trattenimento dello straniero in attesa dell'allontanamento

19 Novembre 2015 | di Lorenzo Cordì

Corte Edu,

Stranieri

Il trattenimento de facto di migranti operato in assenza di una espressa previsione legale viola l'art. 5 § 3 della Cedu. L'informazione ai migranti del loro status giuridico e delle possibilità di accesso alla tutela giurisdizionale deve risultare tempestiva ed effettiva pena la violazione dell'art. 5 § 3 e dell'art. 5 § 4 della Cedu.

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Sospensione della patente nel caso di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova

18 Novembre 2015 | di Attilio Mari

Cass. pen., Sez. IV

Sospensione del procedimento con messa alla prova

Nella specifica ipotesi di estinzione del reato prevista dall’art.186 del d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (codice della strada) a seguito di esito positivo della messa alla prova, la competenza a irrogare la sanzione amministrativa della sospensione della patente, ai sensi dell’art. 224, comma 3, dello stesso testo normativo, va individuata in capo al prefetto che, a propria volta, provvede all’esito della trasmissione degli atti da parte della cancelleria del giudice a seguito del passaggio in giudicato della sentenza.

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Sulla validità della querela non autenticata ma sottoscritta dalla persona offesa e dal difensore

17 Novembre 2015 | di Antonella Marandola

Cass. pen., Sez. V

Persona offesa dal reato e soggetto danneggiato

È da considerarsi valida la querela sottoscritta dalla persona offesa e in calce dal difensore che l'ha depositata in procura, considerato che, in virtù dell'art. 337, comma 1, c.p.p., la querela presentata da un incaricato deve essere munita dell'autenticazione della sottoscrizione da soggetto a ciò legittimato e, quindi, ai sensi dell'art. 39 disp. att. c.p.p., anche dal difensore, nominato formalmente o tacitamente, fermo restando che, ai fini della validità dell'atto di querela, non è necessario che la sottoscrizione del querelante sia contestualmente autenticata dal difensore.

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Motivazione dell’ordinanza cautelare e poteri del tribunale del riesame: un primo vaglio della suprema Corte

16 Novembre 2015 | di Guido Todaro

Cass. pen., Sez. VI

Misure cautelari personali

La normativa introdotta con la l. 47/2015, nella parte in cui modifica le disposizioni in tema di motivazione delle ordinanze cautelari di cui agli artt. 292 e 309 c.p.p., non ha carattere innovativo ma adegua la formulazione delle norme alla preesistente giurisprudenza di legittimità che ha ritenuto necessario che l’ordinanza di custodia abbia comunque un chiaro contenuto indicativo della concreta valutazione della vicenda da parte del giudicante.

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Arresti domiciliari con braccialetto elettronico: un inutile optional?

13 Novembre 2015 | di Enrico Campoli

Cass. pen., Sez. I

Braccialetto elettronico

Il giudice non può vincolare l’applicabilità della misura domiciliare alla concreta disponibilità dei dispositivi di controllo, in quanto la novella ha quale finalità solo quella di imporre al giudice una valutazione rafforzata laddove opera la scelta di applicare la misura cautelare maggiormente afflittiva della custodia in carcere.

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Il favoreggiamento personale del sanitario per le cure prestate ad un latitante

12 Novembre 2015 | di Francesca Rocchi

Cass. Pen., Sez. VI

Favoreggiamento personale e reale

In tema di favoreggiamento ascritto a un soggetto esercente la professione sanitaria, la situazione di illegalità in cui versa il soggetto che necessita di cure non può costituire in nessun caso ostacolo alla tutela della salute. Non integra favoreggiamento personale la prestazione di assistenza medica a favore di un latitante o di un indiziato di reato, resa da un sanitario consapevole della condizione d’illegalità in cui versa il paziente

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Indagato straniero già espulso. Ai fini delle notifiche non può considerarsi irreperibile

11 Novembre 2015 | di Leonardo Iannone

Cass. pen., Sez.

Notificazioni

Quando dagli atti del procedimento risulta che l’imputato si trova all’estero nel proprio paese di origine perché ivi coattivamente riaccompagnato in esecuzione di un decreto di espulsione, per le notifiche allo stesso non può farsi luogo alla disciplina di cui all’art. 159 c.p.p. presupponendo e decretando la irreperibilità, ma a quella che l’art. 169 c.p.p. dettata con riferimento a tale condizione personale.

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La "dimestichezza" con l'ambiente carcerario non incide sul calcolo dell'indennità per ingiusta detenzione

11 Novembre 2015 | di Antonella Marandola

Cass. pen., Sez. IV

Riparazione per ingiusta detenzione

Nel liquidare l'indennità di riparazione per ingiusta detenzione, il giudice è vincolato esclusivamente al tetto massimo normativamente stabilito e non al parametro aritmetico, fondato su tale limite, individuato dalla giurisprudenza per determinare la somma dovuta per ogni giorno di detenzione sofferto. La pregressa esperienza carceraria non può costituire un valido elemento da cui desumere, automaticamente e necessariamente, una minore afflittività del periodo di detenzione.

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