Focus

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Le operazioni di intercettazione. Caratteristiche degli impianti e utilizzabilità degli elementi acquisiti

20 Novembre 2015 | di Maria Milia

Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

Oggetto di acceso dibattito è stata l’esegesi dell’art. 268, comma 3, c.p.p. nella parte in cui stabilisce che le operazioni di intercettazione possono essere compiute esclusivamente attraverso gli impianti installati presso la procura della Repubblica, a pena di inutilizzabilità degli elementi acquisiti ai sensi dell’art. 271, comma 1, c.p.p.

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Il nuovo falso in bilancio. Problematiche sull’irrilevanza penale delle valutazioni estimative

20 Novembre 2015 | di Antonio D'Avirro

Reati societari

Con la legge 27 maggio 2015, n. 69 il legislatore ha nuovamente modificato il reato di falso in bilancio. Le ragioni della riforma sono da ricercarsi nell’esigenza di ripristinare la punibilità del falso in bilancio che di fatto era venuta meno con la legge n. 61/2002. A seguito di tale riforma è stata profondamente trasformata la condotta del reato di falso in bilancio: per la prima volta il legislatore ha escluso la rilevanza penale delle valutazione estimative.

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Non punibilità del favoreggiamento commesso dal convivente more uxorio

18 Novembre 2015 | di Antonio Corbo

Favoreggiamento personale e reale

Questione da tempo discussa è quella relativa alla possibile applicazione della causa di non punibilità prevista dall’art. 384, comma 1, c.p. alla condotta di favoreggiamento commessa in favore del convivente di fatto. Se la giurisprudenza costituzionale e la quasi totalità delle pronunce del giudice di legittimità risultano contrarie a tale soluzione, diversificato è l’atteggiamento della dottrina.

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Il risarcimento del danno per detenzione contraria all’art. 3 Cedu

17 Novembre 2015 | di Fabio Fiorentin

Convenzione europea dei diritti dell’uomo

In seguito alla sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo sul caso Torreggiani e al. c./Italia (8 gennaio 2013), l'art. 1, comma 1, d.l. 26 giugno 2014, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla l. 11 agosto 2014, n. 117, ha inserito nella legge di ordinamento penitenziario (l. 26 luglio 1975, n. 354) l’art. 35-ter, che contiene la disciplina dei rimedi risarcitori per ottenere il ristoro del pregiudizio a causa delle condizioni di detenzione inumane e degradanti subite da detenuti e internati, in violazione dell’art. 3 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu).

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Molte perplessità e poche note positive nella legge delega di riforma delle intercettazioni

16 Novembre 2015 | di Leonardo Filippi

Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

Il 23 settembre ultimo scorso, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge governativo noto come disegno di legge Orlando (disegno di legge n. 2798), recante modifiche al codice penale e al codice di procedura penale. Tale disegno di legge, all’art. 30, delega il Governo a riformare la materia delle intercettazioni (oltre che dei giudizi di impugnazione). Il tema delle intercettazioni nel processo penale è argomento di estrema attualità, oltre che di eccezionale importanza per gli interessi coinvolti, perché detto strumento investigativo, da una parte, soddisfa le esigenze di indagine ma, dall’altra, incide, oltre che sul diritto di difesa e al contraddittorio, sulla fondamentale segretezza delle comunicazioni

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L’habeas corpus “dopo” la l. 47/2015: criticità della questione intertemporale

12 Novembre 2015 | di Claudia Tordo Caprioli

Misure cautelari personali

La riforma legislativa (l. 47/2015) immuta profondamente il quadro normativo delle cautele personali. Le ricadute giuridiche delle nuove formulazioni normative non sono ancora completamente chiare: le prassi applicative daranno conto delle possibili conseguenze in ordine alla formazione ed al mantenimento dei titoli custodiali. Intanto, però, emergono i primi profili di resistenza giurisprudenziale all’innovazione in punto di ragionamento indiziario posto a base della cautela.

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L’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. Quali (s)vantaggi?

11 Novembre 2015 | di Claudia Aurnia

Particolare tenuità del fatto

Con il decreto delegato n. 28 del 2015 – emanato in ottemperanza alla legge delega n. 67 del 2014, art. 1, comma 1, lett. m) – è stata introdotta nel codice penale la norma di cui all’art. 131-bis c.p., disciplinante una nuova causa di non punibilità operante quando il fatto di reato presenti profili di particolare tenuità. Nell’intento del legislatore, inteso alla rapida determinazione di procedimenti penali instauratisi nei confronti di soggetti accusati di fatti di scarsa gravità, la non punibilità per particolare tenuità del fatto può portare alla definizione della vicenda processuale

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Usura, autoriciclaggio e modelli organizzativi

10 Novembre 2015 | di Cesare Parodi

Usura

La disciplina del d.lgs. 231/2001 non considera attualmente tra i reati presupposti il delitto di usura, anche se vi è un disegno di legge al proposito. Nondimeno, un modello organizzativo che consideri anche le criticità derivanti dal rispetto delle disposizioni sull’esercizio del credito può essere comunque funzionale alle esigenze degli istituti bancari. Si deve inoltre rilevare che le nuove disposizioni in tema di autoriciclaggio – delitto inserito tra i presupposti degli illeciti disciplinati dal d.lgs. 231/2001 – impongono verosimilmente di considerare nei modelli organizzativi anche profili correlati all’esercizio dell’attività creditizia con riferimento al delitto di usura.

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Sul concorso formale tra il delitto di incesto quello di violenza sessuale aggravata

09 Novembre 2015 | di Francesca Romana Fulvi

Violenza sessuale

In tema di reati perpetrati in ambito familiare, è configurabile il concorso formale tra il delitto di incesto (art. 564 c.p.) e quello di violenza sessuale aggravata dalla specifica qualità rivestita dal soggetto agente (artt. 609-bis e 609-ter, n. 5, c.p.). Non rileva, infatti, in senso contrario la circostanza che la condotta incestuosa sia caratterizzata dagli estremi della violenza. La riforma dei reati di violenza sessuale introdotta dalla legge 15 febbraio 1996, n. 66, Norme contro la violenza sessuale, prevede alcune nuove circostanze aggravanti speciali collegate alla realizzazione del delitto di violenza sessuale (art. 609-bis c.p.), tra cui quella dell’aver posto in essere la condotta nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici.

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Esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta per lo psicoanalista non abilitato. Ma è davvero così?

06 Novembre 2015 | di Gianluca Bergamaschi

Esercizio abusivo di una professione

La questione verte sul fatto se commetta il reato ex art. 348 c.p. (Abusivo esercizio di una professione) chi pratichi la psicoanalisi senza essere iscritto all’albo ed abilitato ai sensi della l. 56/1989 (Ordinamento della professione di psicologo), passando per l’analisi delle fattuali differenze tra le discipline, della volontà storica del legislatore del 1989 e delle posizioni giurisprudenziali, con particolare riferimento all’indirizzo che esclude la natura di “norma penale in bianco” dell’art. 348 c.p.

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