Focus

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Errore sul fatto ed errore sul precetto: criteri distintivi con particolare riferimento all’errore di diritto su legge extrapenale

21 Luglio 2015 | di Alessio Innocenti

Errore (diritto penale)

La profonda differenza di disciplina dei due tipi di errore contemplati negli artt. 5 e 47 c.p., in ordine, rispettivamente, all’errore sul precetto e all’errore sul fatto, impone di individuare i criteri necessari per distinguerli.

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Le sanzioni e le misure cautelari previste dal d.lgs. 231/2001

21 Luglio 2015 | di Paolo Di Fresco

Responsabilità degli enti

La Sezione II del d.lgs. 231/01 delinea una variegato sistema sanzionatorio, in cui le sanzioni finanziarie (sanzioni pecuniarie e la confisca) coesistono con le sanzioni interdittive (che incidono sull’attività dell’ente) e la pubblicazione della sentenza, che ha invece funzione stigmatizzante.

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Teorie interpretative e implicazioni sostanziali e processuali

20 Luglio 2015 | di Alessandra Testaguzza

Immunità

Diverse teorie interpretative si sono succedute negli anni con il chiaro intento di individuare l’essenza connotante la categoria delle immunità tra i limiti alla obbligatorietà della legge penale, configurandola come elemento negativo della capacità penale, o ancora riconducendola nell’ambito delle cause di giustificazione o fra le cause personali di esclusione della pena ovvero di esenzione dalla giurisdizione.

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Le contestazioni a catena

17 Luglio 2015 | di Valentina Sellaroli

Termini di custodia cautelare

Uno degli aspetti più complessi riguardo le modalità di computo dei termini della custodia cautelare riguarda il fenomeno delle cd. "contestazioni a catena" che si verifica quando nei confronti di un imputato sono emesse più ordinanze che dispongono la medesima misura per uno stesso fatto.

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La tutela patrimoniale delle vittime di usura

17 Luglio 2015 | di Cesare Parodi

Usura

Il mutamento di sensibilità nei confronti delle vittime ha condotto il legislatore, con la l. 7 marzo 1996 n. 108, a prevedere, a fronte di determinati presupposti, la erogazione di mutuo ai soggetti vittime di usura.

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Giudizio abbreviato e nuove contestazioni

17 Luglio 2015 | di Caterina Scaccianoce

Giudizio abbreviato

Gli artt. 516 e 517 c.p.p. consentono al pubblico ministero di modificare o ampliare l’accusa nel “corso dell’istruzione dibattimentale”. L’articolo si sofferma sui rapporti tra nuove contestazioni e accesso al rito abbreviato attraverso una lettura costituzionalmente orientata.

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I poteri di integrazione probatoria nel corso dell’udienza preliminare

16 Luglio 2015 | di Michele Ambra

Udienza preliminare

Per giungere alla scelta tra sentenza di non luogo a procedere e decreto di rinvio a giudizio, il materiale di indagine deve essere completo; ove infatti dalla lettura degli atti – o su impulso di parte – emergano delle lacune, il G.U.P. ha due strumenti per colmare il vuoto: l’ordinanza per l’integrazione delle indagini e l’attività di integrazione probatoria.

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Inammissibilità del ricorso per cassazione

15 Luglio 2015 | di Roberto Bertuol

Ricorso per cassazione

Per le impugnazioni in genere, l’art. 591 c.p.p. detta un elenco delle condizioni il cui rispetto rende l’atto inidoneo ad instaurare il gravame; ulteriori situazioni che possono determinare l’inammissibilità sono rinvenibili nelle norme che riguardano il giudizio di legittimità sub art. 606, comma 3, c.p.p. La causa di inammissibilità può esistere sin dall’inizio (causa originaria) ma può anche sopravvenire successivamente (es. per rinuncia all’impugnazione); nei casi di inammissibilità originaria però al giudice è preclusa la possibilità di rilevare e dichiarare eventuali cause di non punibilità o la prescrizione del reato.

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Gli interessi di mora ed il rispetto del tasso di usura

15 Luglio 2015 | di Cesare Parodi

Chiarimenti in materia di applicazione della legge antiusura.pdf

Usura

La scelta di inserire o meno gli interessi di mora tra le voci di costo del credito, al fine di calcolare il superamento del tasso soglia in materia di usura è divenuto uno dei temi di maggiore rilevanza con riguardo alla ravvisabilità dell’ipotesi di usura c.d. “bancaria”.

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La declaratoria di inammissibilità: poteri del presidente del Tribunale di sorveglianza

15 Luglio 2015 | di Fabio Fiorentin

Magistratura di sorveglianza

In forza dell’art. 236, comma 2,disp. att. c.p.p., il potere di dichiarare l’inammissibilità di un’istanza diretta al tribunale di sorveglianza è ora disciplinato dalla norma di carattere generale di cui all’art. 666, comma 2, c.p.p. Si tratta di uno strumento assai importante ai fini della deflazione del carico processuale delle udienze del tribunale di sorveglianza e per la migliore organizzazione e gestione delle sopravvenienze, contribuendo a concentrare il lavoro dell’assise collegiale sulle posizioni effettivamente meritevoli di approfondito vaglio e suscettibili di favorevole esito, espungendo in limine quelle istanze che appaiono, invece, manifestamente infondate per difetto delle condizioni di legge ovvero costituiscano mera riproposizione di altra istanza già rigettata sulla base dei medesimi elementi (art. 666, comma 2, c.p.p.).

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