Focus

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Investigazioni difensive e acquisizione di informazioni da persone di minore età

23 Settembre 2015 | di Andrea Lazzoni

Indagini difensive

L'audizione di persona di minore età durante le investigazioni difensive ripropone ed enfatizza le problematiche sottese all'esame di tali soggetti: da una parte, occorre proteggere l'integrità psichica di un soggetto per definizione debole, dall'altra è necessario verificare l'utilità dell'apporto conoscitivo in funzione della capacità a deporre e dell'attendibilità della persona sentita. Benché le regole processuali e deontologiche mirino a garantire tali esigenze, il quadro normativo si rivela comunque insufficiente e non sempre fornisce una guida operativa sicura.

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L’astensione dalle udienze, anche se in camera di consiglio, è esercizio di un diritto di libertà garantito dalla Costituzione

22 Settembre 2015 | di Michele Sbezzi

Difesa e difensore

La sentenza in esame (Cass. pen., Sez. I, 9 luglio 2015 - dep. 2 settembre, n. 35820) costituisce l’ultima, autorevole conferma della modifica intervenuta nella giurisprudenza della Corte relativamente all’interpretazione ed alla portata del diritto degli Avvocati a partecipare all’astensione dalle udienze, ove legittimamente proclamata dagli organismi rappresentativi della categoria e tempestivamente comunicata, anche quando si tratti di udienza camerale.

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Le peculiarità della valutazione della chiamata in reità o correità nei procedimenti di criminalità organizzata: i collaboratori di giustizia

21 Settembre 2015 | di Giovanni Francolini

Chiamata in reità o correità

La giurisprudenza e la dottrina in più occasioni hanno puntualizzato e specificato i criteri di valutazione elaborati in tema di chiamata in reità e correità con riguardo ai reati c.d. di criminalità organizzata (in particolare di tipo mafioso). Allorché è stata chiamata a pronunciarsi nell’ambito di procedimenti aventi tale oggetto, la Corte regolatrice – com’è ovvio – ha avuto riguardo alle propalazioni provenienti dai collaboratori di giustizia e, proprio in ordine ad esse, ha espresso principi di diritto relativi ai medesimi profili che più in generale attengono ai criteri di valutazione delle dichiarazioni eteroaccusatorie già passati in rassegna.

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La scelta della misura cautelare tra esigenze cautelari e tutela del minore

18 Settembre 2015 | di Raffaele Di Palo, Simona Vairo, Giovanni Sofia

Misure cautelari personali

La decisione in esame si inserisce in maniera coerente nel solco interpretativo delle recenti novità in tema di esigenze cautelari. Essa affronta anche argomenti di particolare valore sociale, già oggetto di altre decisioni, che investono, secondo il principio del bilanciamento degli interessi, la tutela del minore e le esigenze cautelari personali.

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L'evoluzione del reato di omesso versamento Iva tra soglie legislative e censure di legittimità costituzionale

17 Settembre 2015 | di Marco Siragusa

Reati tributari

La nota sentenza della Corte Costituzionale n. 80 dell'8 aprile 2014 ha ridefinito in euro 103.291,38 la soglia di punibilità del reato di omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto (art. 10-ter d.lgs. 74/2000) limitatamente ai fatti commessi sino alla data del 17 settembre 2011. Per i fatti di epoca successiva, invece, si applica il limite di euro 50.000 previsto dall'art. 10-bisd.lgs. 74/2000.

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Favoreggiamento reale e personale e reato permanente

08 Settembre 2015 | di Antonio Corbo

Favoreggiamento personale e reale

Un tema oggetto di risalente discussione attiene alla configurabilità dei reati di favoreggiamento personale e reale quando il “delitto commesso”, al quale si riferisce la condotta di aiuto, pur se ormai perfezionato, sia tuttora in corso di consumazione. La dottrina sembra oggi orientata per la soluzione favorevole, mentre la giurisprudenza privilegia soluzioni differenziate, in relazione alle diverse tipologie di reati attribuibili al soggetto beneficiario dell’aiuto.

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Concorso tra illecito amministrativo e penale e applicazione del principio di ne bis in idem

03 Settembre 2015 | di Maria Teresa Trapasso

Concorso apparente di norme

Le tematiche connesse al concorso apparente di norme, con riguardo, in particolare, al concorso tra l’illecito amministrativo e l’illecito penale, sono attualmente oggetto di un rinnovato interesse a seguito di importanti pronunce delle Corti di Strasburgo e del Lussemburgo, che hanno condizionato la compatibilità con il diritto comunitario del doppio binario sanzionatorio, alla non qualificabilità della sanzione amministrativa quale sanzione sostanzialmente penale, secondo un approccio di tipo contenutistico, consolidato presso la giurisprudenza della Corte di Giustizia e di quella di Strasburgo. Diversamente, si sostiene in sede convenzionale e comunitaria, la contestuale previsione di sanzioni penali e sostanzialmente penali, benché nominalmente amministrative, violerebbe il principio del ne bis in idem, secondo il quale “nessuno può essere perseguito o condannato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato nell’Unione a seguito di una sentenza penale definitiva conformemente alla legge” (così l’art. 50 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea).

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La nullità del decreto di citazione a giudizio per omessa notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari: un perenne contrasto giurisprudenziale

02 Settembre 2015 | di Cecilia Ruggerini

Citazione a giudizio

L’art. 552, comma 2, c.p.p. individua espressamente talune ipotesi di invalidità del decreto di citazione a giudizio e stabilisce, tra le altre, che il decreto è nullo se non è preceduto dall’avviso della conclusione delle indagini preliminari (art. 415-bisc.p.p.). L’invio dell’avviso rappresenta il primo presupposto per la valida emissione del successivo decreto di citazione diretta a giudizio.

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La c.d. falsità parziale nel delitto di calunnia

01 Settembre 2015 | di Maria Teresa Trapasso

Calunnia ed autocalunnia

L’interrogativo da cui si intende prendere le mosse concerne la configurabilità del delitto di calunnia nelle ipotesi di falsità c.d. parziale; per “falsità parziale” si intendono sia i casi in cui l’incolpazione abbia ad oggetto più addebiti, dei quali alcuni siano falsi.

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Gli aspetti processuali dell’attività sotto copertura

01 Settembre 2015 | di Catello Vitiello

Agente provocatore

L’individuazione dei limiti entro i quali le indagini sotto copertura possono essere giustificate riverbera, inevitabilmente, sull’uso che può farsi del materiale raccolto: l’investigatore, pur sotto mentite spoglie e pur integrando condotte penalmente rilevanti, raccoglie dati ed elementi che potranno successivamente essere utilizzati.

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