Focus

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Il divieto di ne bis in idem tra favoreggiamento personale aggravato ex art. 7, l. 203/1991 e concorso esterno in associazione mafiosa

07 Ottobre 2015 | di Marco Siragusa

Bis in idem (divieto)

Il delitto di favoreggiamento personale aggravato dall’agevolazione mafiosa presenta elementi di forte affinità con il delitto di concorso esterno nel reato associativo. Il criterio che consente di distinguere nel caso concreto tra un concorso apparente di norme e un concorso formale risiede nelle modalità della condotta agevolatrice che, nel caso del favoreggiamento, è rivolta a favorire il mafioso, nel caso del concorso esterno, è rivolta ad avvantaggiare con diretta consapevolezza la consorteria criminale.

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La prova e le sue articolazioni

01 Ottobre 2015 | di Angelo Zampaglione

Prova

Nel nostro ordinamento, il termine prova assume diversi significati: fonte di prova è il soggetto o l’oggetto che fornisce gli elementi necessari per ricostruire il fatto da accertare (es. testimone); elemento di prova è il risultato che produce la fonte di prova (es. dichiarazione); mezzo di prova è il veicolo per ottenere l’elemento di prova (es. ricognizione).

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Attuali equilibri fra poteri del Gip e funzioni del magistrato inquirente in tema di indagini coatte e imputazione coatta

29 Settembre 2015 | di Anna Lisa Mattrella

Archiviazione

Secondo l’art. 112 della Carta costituzionale “il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale”. Tale obbligo, tuttavia, non vuole significare che a ogni iscrizione di notitia criminis debba corrispondere l’instaurazione del processo, il pubblico ministero, infatti, deve esercitare l’azione penale allorquando ritenga fondata la notizia di reato, quando cioè gli elementi raccolti nella fase delle indagini preliminari siano idonei a sostenere l’accusa in giudizio.

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L’obbligo del segreto

28 Settembre 2015 | di Maria Milia

Indagini preliminari

Una delle caratteristiche delle indagini preliminari è costituita dal segreto degli atti di indagine che in essa si compiono. Dall’ampiezza riconosciuta a tale segreto, o meglio all’obbligo di mantenerlo, discende l’incriminazione penalistica delle condotte che lo violano.

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Investigazioni difensive e acquisizione di informazioni da persone di minore età

23 Settembre 2015 | di Andrea Lazzoni

Indagini difensive

L'audizione di persona di minore età durante le investigazioni difensive ripropone ed enfatizza le problematiche sottese all'esame di tali soggetti: da una parte, occorre proteggere l'integrità psichica di un soggetto per definizione debole, dall'altra è necessario verificare l'utilità dell'apporto conoscitivo in funzione della capacità a deporre e dell'attendibilità della persona sentita. Benché le regole processuali e deontologiche mirino a garantire tali esigenze, il quadro normativo si rivela comunque insufficiente e non sempre fornisce una guida operativa sicura.

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L’astensione dalle udienze, anche se in camera di consiglio, è esercizio di un diritto di libertà garantito dalla Costituzione

22 Settembre 2015 | di Michele Sbezzi

Difesa e difensore

La sentenza in esame (Cass. pen., Sez. I, 9 luglio 2015 - dep. 2 settembre, n. 35820) costituisce l’ultima, autorevole conferma della modifica intervenuta nella giurisprudenza della Corte relativamente all’interpretazione ed alla portata del diritto degli Avvocati a partecipare all’astensione dalle udienze, ove legittimamente proclamata dagli organismi rappresentativi della categoria e tempestivamente comunicata, anche quando si tratti di udienza camerale.

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Le peculiarità della valutazione della chiamata in reità o correità nei procedimenti di criminalità organizzata: i collaboratori di giustizia

21 Settembre 2015 | di Giovanni Francolini

Chiamata in reità o correità

La giurisprudenza e la dottrina in più occasioni hanno puntualizzato e specificato i criteri di valutazione elaborati in tema di chiamata in reità e correità con riguardo ai reati c.d. di criminalità organizzata (in particolare di tipo mafioso). Allorché è stata chiamata a pronunciarsi nell’ambito di procedimenti aventi tale oggetto, la Corte regolatrice – com’è ovvio – ha avuto riguardo alle propalazioni provenienti dai collaboratori di giustizia e, proprio in ordine ad esse, ha espresso principi di diritto relativi ai medesimi profili che più in generale attengono ai criteri di valutazione delle dichiarazioni eteroaccusatorie già passati in rassegna.

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La scelta della misura cautelare tra esigenze cautelari e tutela del minore

18 Settembre 2015 | di Raffaele Di Palo, Simona Vairo, Giovanni Sofia

Misure cautelari personali

La decisione in esame si inserisce in maniera coerente nel solco interpretativo delle recenti novità in tema di esigenze cautelari. Essa affronta anche argomenti di particolare valore sociale, già oggetto di altre decisioni, che investono, secondo il principio del bilanciamento degli interessi, la tutela del minore e le esigenze cautelari personali.

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L'evoluzione del reato di omesso versamento Iva tra soglie legislative e censure di legittimità costituzionale

17 Settembre 2015 | di Marco Siragusa

Reati tributari

La nota sentenza della Corte Costituzionale n. 80 dell'8 aprile 2014 ha ridefinito in euro 103.291,38 la soglia di punibilità del reato di omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto (art. 10-ter d.lgs. 74/2000) limitatamente ai fatti commessi sino alla data del 17 settembre 2011. Per i fatti di epoca successiva, invece, si applica il limite di euro 50.000 previsto dall'art. 10-bisd.lgs. 74/2000.

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Favoreggiamento reale e personale e reato permanente

08 Settembre 2015 | di Antonio Corbo

Favoreggiamento personale e reale

Un tema oggetto di risalente discussione attiene alla configurabilità dei reati di favoreggiamento personale e reale quando il “delitto commesso”, al quale si riferisce la condotta di aiuto, pur se ormai perfezionato, sia tuttora in corso di consumazione. La dottrina sembra oggi orientata per la soluzione favorevole, mentre la giurisprudenza privilegia soluzioni differenziate, in relazione alle diverse tipologie di reati attribuibili al soggetto beneficiario dell’aiuto.

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