Focus

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Rilevanza penale dell’elusione fiscale e dell’abuso di diritto. L'immediato riscontro della Cassazione dopo la riforma

04 Novembre 2015 | di Gianluca Soana

Reati tributari

Il decreto legislativo 5 agosto 2015 n. 128 ha introdotto, nello statuto dei diritti del contribuente (legge 27 luglio 2000 n. 212), l’art. 10-bis con il quale sono stati disciplinati, in modo unitario, l’abuso del diritto e l’elusione fiscale prevedendosi, tra l’altro, l’irrilevanza penale delle condotte inquadrabili in questo istituto, con un intervento i cui effetti in campo penale hanno trovato un primo riscontro nella sentenza della Corte di cassazione, sez. III, del 1-7 ottobre 2015, n. 40272.

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Accertamenti e rilievi della Polizia Giudiziaria: dal sopralluogo al rilievo planimetrico

30 Ottobre 2015 | di Gian Luca Giovannini

Polizia giudiziaria

L’accadere di un fatto reato genera una serie di ripercussioni in diversi campi: investigativo, giudiziario, medico-legale, criminologico, vittimologico e penitenziario. La polizia giudiziaria è l’organo delegato dalla legge ad occuparsi in via esclusiva delle indagini e delle investigazioni sotto la direzione e il controllo dell’Autorità Giudiziaria (pubblico ministero). Con quest’ultimo (e sotto le direttive quest’ultimo) svolge un ruolo delicatissimo i cui risultati incideranno profondamente non solo nella fase delle investigazioni, ma anche in quella processuale.

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Profili critici in tema di braccialetto elettronico

28 Ottobre 2015 | di Alfonso Scermino

Braccialetto elettronico

Nel sistema processuale-penalistico vigente, qualora occorra adottare una misura cautelare custodiale, il primo riferimento normativo da considerare è l’art. 275, comma 3, c.p.p. La norma dispone che la custodia in carcere si applichi solo quando qualsiasi altra misura si dimostri inadeguata alla tutela dell’esigenza da presidiare ex art. 274, lett. c), c.p.p. Si esprime a riguardo il principio del minore sacrificio necessario, tale per cui la compressione della libertà personale deve essere contenuta entro i limiti minimi indispensabili a soddisfare le finalità cautelari del caso concreto (Cass. pen., Sez. VI, 22 settembre 2011, n. 36265).

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Il rapporto tra verità e accertamento

23 Ottobre 2015 | di Angelo Zampaglione

Prova

Uno degli aspetti fondamentali che contraddistingue un sistema processuale è sicuramente costituito dalle regole prefissate dal legislatore e dalla giurisprudenza in tema di prova. L’esperienza passata infatti insegna che nel sistema inquisitorio la materia della prova è scarsamente regolamentata in quanto su un unico soggetto convergono tutte le funzioni processuali (quelle di giudice, accusatore e difensore) e vige il principio secondo cui più ampi sono i poteri anche coercitivi attribuiti a tale soggetto, tanto meglio può essere accertata la verità. Completamente diverso, invece, quello accusatorio che è fondato sulla separazione delle funzioni processuali e su una articolata regolamentazione della materia probatoria.

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Estinzione del reato conseguente a riparazione: la proposta normativa nel d.d.l. Orlando

23 Ottobre 2015 | di Ottavia Murro

Cause di estinzione del reato

Il disegno di legge A.C. 2798/2014, approvato dalla Camera il 24 settembre 2015 e trasmesso al Senato (A.S. 2067), nomenclato "Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi, nonché all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena", propone una vasta gamma di modifiche di diritto sostanziale e procedurale (riforma della prescrizione, modifica dell’udienza preliminare, del patteggiamento, delle impugnazioni ed altro ancora). Il progetto di riforma ha una evidente finalità – resa nota fin dalle prime battute della relazione di accompagnamento – ossia quella di recuperare i tempi ragionevoli del processo penale, nel rispetto del giusto processo, senza determinare la dispersione di alcuna garanzia.

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Principi e criteri direttivi della delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario

19 Ottobre 2015 | di Fabio Fiorentin

Giudice dell’esecuzione

Il d.d.l. S.2067 attualmente in attesa di essere esaminato al Senato, contiene la delega al Governo per Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena. L’art. 31 del d.d.l. in esame reca, in particolare, i principi e criteri direttivi per la riforma dell’ordinamento penitenziario che dovranno toccare molti e delicati profili dell’attuale assetto normativo.

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Sulla “nuova” disciplina in materia di raddoppio dei termini per l’accertamento

16 Ottobre 2015 | di Letizia d'Altilia

Reati tributari

Il d.lgs. 5 agosto 2015, n. 128, recante Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti fra Fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23 e pubblicato in Gazz. uff. n. 190 del 18 agosto 2015 ha modificato la disciplina del raddoppio dei termini per l’accertamento in tema di imposte su redditi e di imposta sul valore aggiunto, rispettivamente prevista dagli articoli 43, comma 3, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e 57, comma 3, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

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Le impugnazioni nel disegno di legge Orlando

14 Ottobre 2015 | di Giorgio Spangher

Impugnazioni

In un'ottica tesa al rafforzamento delle garanzie difensive e alla durata ragionevole del processo, la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge attraverso cui si propone la modifica di alcune disposizioni del codice di rito dedicate alle impugnazioni. In tale contesto particolare attenzione è dedicata al ricorso per cassazione. La prospettata riforma si colloca ora verso la deflazione del rimedio (legittimazione, casi, sanzioni), ora verso una più dettagliata e articolata disciplina (strutturazione della motivazione ed effetto devolutivo), ora verso una valorizzazione del ruolo nomofilattico svolto dal giudice di legittimità. Ulteriori ma settoriali modifiche “toccano” (per il momento) il giudizio d’appello.

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Sull’applicazione del “nuovo” istituto della tenuità del fatto in Cassazione

13 Ottobre 2015 | di Antonella Marandola

Particolare tenuità del fatto

Il d.lgs. 28 del 2015, emanato in ottemperanza all’ art. 1, comma 1, lett. m) della legge delega n. 67 del 2014, ha introdotto la nuova causa di non punibilità della c.d. particolare tenuità del fatto. L’istituto configurato quale causa di esenzione della pena lascia ferma la sussistenza del fatto di reato e la sua assegnazione a carico dell’imputato. L'art. 131-bis c.p. introduce una nuova causa di non punibilità operante quando il fatto di reato – sicuramente sussistente nei suoi profili oggettivi e soggettivi – presenti profili di particolare tenuità.

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Approvate alla Camera le modifiche al giudizio abbreviato: prime riflessioni

12 Ottobre 2015 | di Fabrizio Galluzzo

Giudizio abbreviato

Il 23 settembre 2015, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge governativo c.d. Orlando (disegno di legge n. 2798), recante modifiche al codice penale e al codice di procedura penale ed in particolare, per quanto qui di interesse, alla disciplina del giudizio abbreviato, recependo alcune delle proposte di riforma elaborate, negli scorsi anni, dapprima dalla “Commissione Riccio” del 2006 e poi dalla recente “Commissione Canzio” del 2013 ma apportando anche ulteriori innovazioni che qui di seguito si analizzeranno nel dettaglio.

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