Focus

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Sul concorso formale tra il delitto di incesto quello di violenza sessuale aggravata

09 Novembre 2015 | di Francesca Romana Fulvi

Violenza sessuale

In tema di reati perpetrati in ambito familiare, è configurabile il concorso formale tra il delitto di incesto (art. 564 c.p.) e quello di violenza sessuale aggravata dalla specifica qualità rivestita dal soggetto agente (artt. 609-bis e 609-ter, n. 5, c.p.). Non rileva, infatti, in senso contrario la circostanza che la condotta incestuosa sia caratterizzata dagli estremi della violenza. La riforma dei reati di violenza sessuale introdotta dalla legge 15 febbraio 1996, n. 66, Norme contro la violenza sessuale, prevede alcune nuove circostanze aggravanti speciali collegate alla realizzazione del delitto di violenza sessuale (art. 609-bis c.p.), tra cui quella dell’aver posto in essere la condotta nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici.

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Esercizio abusivo della professione di psicoterapeuta per lo psicoanalista non abilitato. Ma è davvero così?

06 Novembre 2015 | di Gianluca Bergamaschi

Esercizio abusivo di una professione

La questione verte sul fatto se commetta il reato ex art. 348 c.p. (Abusivo esercizio di una professione) chi pratichi la psicoanalisi senza essere iscritto all’albo ed abilitato ai sensi della l. 56/1989 (Ordinamento della professione di psicologo), passando per l’analisi delle fattuali differenze tra le discipline, della volontà storica del legislatore del 1989 e delle posizioni giurisprudenziali, con particolare riferimento all’indirizzo che esclude la natura di “norma penale in bianco” dell’art. 348 c.p.

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La spending review sui diritti dell'imputato

06 Novembre 2015 | di Giorgio Spangher

Imputato

Ci sono fenomeni che, se visti singolarmente e nella loro ritenuta marginalità, possono essere considerati non significativi ma che, se ricollegati in un quadro sistematico, possono assumere un significato rilevante e per il loro contenuto dirompente. Sono state oggetto di significative conquiste alcune previsioni idonee a risarcire/indennizzare gli imputati e i condannati che avevano visti lesi i loro diritti di libertà in conseguenza dell’attività giudiziaria. Il riferimento si indirizza, in primo luogo, alla disciplina della riparazione per ingiusta detenzione (artt. 314 – 315 c.p.p.), allargata significativamente da alcune decisioni della Corte costituzionale.

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Rilevanza penale dell’elusione fiscale e dell’abuso di diritto. L'immediato riscontro della Cassazione dopo la riforma

04 Novembre 2015 | di Gianluca Soana

Reati tributari

Il decreto legislativo 5 agosto 2015 n. 128 ha introdotto, nello statuto dei diritti del contribuente (legge 27 luglio 2000 n. 212), l’art. 10-bis con il quale sono stati disciplinati, in modo unitario, l’abuso del diritto e l’elusione fiscale prevedendosi, tra l’altro, l’irrilevanza penale delle condotte inquadrabili in questo istituto, con un intervento i cui effetti in campo penale hanno trovato un primo riscontro nella sentenza della Corte di cassazione, sez. III, del 1-7 ottobre 2015, n. 40272.

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Accertamenti e rilievi della Polizia Giudiziaria: dal sopralluogo al rilievo planimetrico

30 Ottobre 2015 | di Gian Luca Giovannini

Polizia giudiziaria

L’accadere di un fatto reato genera una serie di ripercussioni in diversi campi: investigativo, giudiziario, medico-legale, criminologico, vittimologico e penitenziario. La polizia giudiziaria è l’organo delegato dalla legge ad occuparsi in via esclusiva delle indagini e delle investigazioni sotto la direzione e il controllo dell’Autorità Giudiziaria (pubblico ministero). Con quest’ultimo (e sotto le direttive quest’ultimo) svolge un ruolo delicatissimo i cui risultati incideranno profondamente non solo nella fase delle investigazioni, ma anche in quella processuale.

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Profili critici in tema di braccialetto elettronico

28 Ottobre 2015 | di Alfonso Scermino

Braccialetto elettronico

Nel sistema processuale-penalistico vigente, qualora occorra adottare una misura cautelare custodiale, il primo riferimento normativo da considerare è l’art. 275, comma 3, c.p.p. La norma dispone che la custodia in carcere si applichi solo quando qualsiasi altra misura si dimostri inadeguata alla tutela dell’esigenza da presidiare ex art. 274, lett. c), c.p.p. Si esprime a riguardo il principio del minore sacrificio necessario, tale per cui la compressione della libertà personale deve essere contenuta entro i limiti minimi indispensabili a soddisfare le finalità cautelari del caso concreto (Cass. pen., Sez. VI, 22 settembre 2011, n. 36265).

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Il rapporto tra verità e accertamento

23 Ottobre 2015 | di Angelo Zampaglione

Prova

Uno degli aspetti fondamentali che contraddistingue un sistema processuale è sicuramente costituito dalle regole prefissate dal legislatore e dalla giurisprudenza in tema di prova. L’esperienza passata infatti insegna che nel sistema inquisitorio la materia della prova è scarsamente regolamentata in quanto su un unico soggetto convergono tutte le funzioni processuali (quelle di giudice, accusatore e difensore) e vige il principio secondo cui più ampi sono i poteri anche coercitivi attribuiti a tale soggetto, tanto meglio può essere accertata la verità. Completamente diverso, invece, quello accusatorio che è fondato sulla separazione delle funzioni processuali e su una articolata regolamentazione della materia probatoria.

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Estinzione del reato conseguente a riparazione: la proposta normativa nel d.d.l. Orlando

23 Ottobre 2015 | di Ottavia Murro

Cause di estinzione del reato

Il disegno di legge A.C. 2798/2014, approvato dalla Camera il 24 settembre 2015 e trasmesso al Senato (A.S. 2067), nomenclato "Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi, nonché all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena", propone una vasta gamma di modifiche di diritto sostanziale e procedurale (riforma della prescrizione, modifica dell’udienza preliminare, del patteggiamento, delle impugnazioni ed altro ancora). Il progetto di riforma ha una evidente finalità – resa nota fin dalle prime battute della relazione di accompagnamento – ossia quella di recuperare i tempi ragionevoli del processo penale, nel rispetto del giusto processo, senza determinare la dispersione di alcuna garanzia.

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Principi e criteri direttivi della delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario

19 Ottobre 2015 | di Fabio Fiorentin

Giudice dell’esecuzione

Il d.d.l. S.2067 attualmente in attesa di essere esaminato al Senato, contiene la delega al Governo per Modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi nonché all’ordinamento penitenziario per l’effettività rieducativa della pena. L’art. 31 del d.d.l. in esame reca, in particolare, i principi e criteri direttivi per la riforma dell’ordinamento penitenziario che dovranno toccare molti e delicati profili dell’attuale assetto normativo.

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Sulla “nuova” disciplina in materia di raddoppio dei termini per l’accertamento

16 Ottobre 2015 | di Letizia d'Altilia

Reati tributari

Il d.lgs. 5 agosto 2015, n. 128, recante Disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti fra Fisco e contribuente, in attuazione degli articoli 5, 6 e 8, comma 2, della legge 11 marzo 2014, n. 23 e pubblicato in Gazz. uff. n. 190 del 18 agosto 2015 ha modificato la disciplina del raddoppio dei termini per l’accertamento in tema di imposte su redditi e di imposta sul valore aggiunto, rispettivamente prevista dagli articoli 43, comma 3, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 e 57, comma 3, d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

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