Contrasti giurisprudenziali

Contrasti giurisprudenziali

La rilevabilità di ufficio della prescrizione in Cassazione

04 Gennaio 2016 | di Sergio Beltrani

Prescrizione del reato

Vi è contrasto in giurisprudenza in merito alla rilevabilità di ufficio in Cassazione – in presenza di ricorso inammissibile - della prescrizione del reato maturata prima della sentenza di appello, ma non eccepita in appello, né dedotta nei motivi di ricorso. Le Sezioni unite penali della Corte di cassazione chiamate a decidere avevano ritenuto che l'intervenuta formazione del giudicato sostanziale derivante dalla proposizione di un atto di impugnazione invalido precluda ogni possibilità sia di far valere una causa di non punibilità precedentemente maturata.

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L’abuso di autorità nel reato di violenza sessuale

07 Dicembre 2015 | di Francesca Romana Fulvi

Violenza sessuale

Nonostante una pronunzia delle Sezioni unite (sentenza 31 maggio.5.2000 n. 13), permane in giurisprudenza il contrasto in merito all’ambito applicativo del concetto di autorità. In particolare, se vi rientrano solo le posizioni autoritative di tipo pubblicistico oppure anche ogni potere di supremazia di natura privata, di cui l’agente abusi per costringere il soggetto passivo a compiere o a subire atti sessuali.

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La perdurante (e gravosa) incertezza della nozione di stato di quasi flagranza

03 Dicembre 2015 | di Antonella Marandola

Arresto in flagranza e fermo

È tema contrastato di assoluta rilevanza quello riguardante la nozione e l’esatta portata della situazione giuridica della c.d. quasi flagranza. È discusso, infatti, se essa sia configurabile solo quando il soggetto che procede al compimento dell’atto privativo della libertà personale abbia inseguito l’indagato oppure quando abbia avuto diretta percezione dell’azione delittuosa o quando l’attività di ricerca sia posta in essere anche per effetto dell’acquisizione di informazioni da terzi.

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Guida in stato di ebbrezza di veicolo appartenente a terzi. Il raddoppio della sospensione della patente si applica anche al rifiuto di sottoporsi all’alcooltest?

27 Novembre 2015 | di Sergio Beltrani

Circolazione stradale

Vi è contrasto in giurisprudenza in merito all’applicabilità del raddoppio della durata della sospensione della patente di guida, previsto per il reato di guida in stato di ebbrezza dall’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada quando il veicolo appartenga ad un terzo estraneo al reato, anche al reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza (art. 186, comma 7, stesso codice).

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Cosa succede quando il braccialetto non è disponibile?

18 Novembre 2015 | di Sergio Beltrani

Braccialetto elettronico

Vi è contrasto in Cassazione in merito alle conseguenze dell’impossibilità di applicare la misura cautelare degli AA.DD. con il c.d. braccialetto elettronico: si torna in carcere o si va ai domiciliari senza braccialetto? Premesso che l’art. 275-bis c.p.p., a norma del quale le procedure di controllo mediante mezzi elettronici sono prescritte dal giudice quando dispone la misura degli arresti domiciliari, anche se in sostituzione della custodia in carcere, salvo che lo ritenga non necessario in relazione alla natura e grado delle esigenze cautelari del caso concreto, prevederebbe che normalmente la misura degli arresti domiciliari venga eseguita con la predisposizione del controllo attraverso dispositivi elettronici o altri strumenti tecnici

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L’impugnazione dell’ordinanza di sospensione del procedimento con messa alla prova

17 Novembre 2015 | di Andrea Pellegrino

Sospensione del procedimento con messa alla prova

La Sez. II della Corte di cassazione, con sentenza del 2 luglio 2015, n. 41762, ha riconosciuto l’immediata ricorribilità in Cassazione contro l'ordinanza che decide sull'istanza di messa alla prova sia nell’ipotesi che detta ordinanza, in accoglimento dell’istanza, sospenda il procedimento e conceda la messa alla prova sia nell’ipotesi in cui rigetti l’istanza e, conseguentemente, non sospenda il procedimento e non conceda la messa alla prova.

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L’aggravante dell’aver provocato un incidente stradale si applica anche al rifiuto di sottoporsi all’accertamento dello stato di ebbrezza?

13 Novembre 2015 | di Sergio Beltrani

Circolazione stradale

Vi è contrasto in giurisprudenza in merito all’applicabilità della circostanza aggravante dell’aver provocato un incidente stradale (art. 186, comma 2-bis, cod. strada) anche al reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento per la verifica dello stato di ebbrezza (art. 186, comma 7, cod. strada).

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La responsabilità penale per violazione di sigilli del custode giudiziario inerte

10 Novembre 2015 | di Luca Della Ragione

Sequestro conservativo

Discussa risulta in giurisprudenza la questione se la condotta omissiva del custode giudiziario, quale soggetto destinatario di uno specifico obbligo di vigilanza sulla cosa affinché ne venga assicurata o conservata la integrità, di fronte ad attività altrui, integri ipso iure il delitto di violazione dei sigilli. La recente giurisprudenza ha sottoposto a critica l’orientamento maggioritario, volto ad ampliare l’ambito di operatività della fattispecie di cui all’art. 349 c.p. a discapito dell’agevolazione colposa ex art. 350 c.p. La questione, poi, chiama in causa i principi che reggono il sistema penale ad orientamento costituzionale, quali quello di stretta legalità e di penale responsabilità per fatto proprio colpevole.

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Revocabilità in sede di esecuzione della sentenza di condanna in presenza di abolitio criminis

05 Novembre 2015 | di Sergio Beltrani

Successione nel tempo di norme penali

Vi è contrasto in giurisprudenza in merito alla revocabilità, in sede di esecuzione, ex art. 673 c.p.p., della sentenza di condanna pronunciata dopo una abolitio criminis non presa in esame dal giudice della cognizione. Un orientamento (Cass.pen., Sez. I, n. 13411/13 e n. 34154/14) ritiene che, nei casi in cui l'abrogazione della norma incriminatrice sia intervenuta prima della decisione del giudice, l'istituto della revoca della sentenza ex art. 673 c.p.p., non sarebbe mai applicabile, perché si verterebbe in ipotesi di errore del giudice, cui non è possibile rimediare in sede esecutiva.

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La rinuncia del difensore privo di procura speciale all’impugnazione da lui proposta

29 Ottobre 2015 | di Sergio Beltrani

Difesa e difensore

Nonostante una decisione delle Sezioni unite (sentenza n. 6 del 1991), è riemerso, in giurisprudenza, un contrasto in merito alla possibilità o meno che il difensore non munito di procura speciale rinunzi all’impugnazione che egli stesso abbia autonomamente proposto. Superando il contrasto in proposito emerso, le citate Sezioni unite avevano ritenuto che al difensore che non agisce quale procuratore speciale non compete la facoltà di rinunciare all’impugnazione anche quando egli stesso abbia proposto il gravame.

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