Bussola

Udienza preliminare

Sommario

Inquadramento | La richiesta di rinvio a giudizio | La costituzione delle parti | Lo svolgimento dell'udienza | La decisione |

 

La scelta del legislatore di evitare processi con modeste chance di successo risponde ad una pluralità di esigenza processuali: il processo accusatorio è una risorsa preziosa, troppo impegnativa per essere dispersa, e si risolve in una afflizione in sé per l’imputato che può trovare giustificazione in una domanda di punizione convincente. L’esigenza di un filtro alle imputazione azzardate ha ricevuto nel tempo sempre maggiore tutela con il rafforzamento dei poteri decisori del G.U.P. fino al punto di comprendere la possibilità di adottare la sentenza di non luogo a procedere con formula dubitativa (art. 425, comma 3, c.p.p.), di effettuare il giudizio di bilanciamento delle circostanze (art. 425, comma 2, c.p.p.) e di applicare la confisca (art. 425, comma 4, c.p.p.). L’udienza preliminare è riservata ai reati con una pena edittale superiore nel massimo a 4 anni di reclusione; negli altri casi, salve le eccezioni dell’art. 550 c.p.p., il pubblico ministero procederà con la citazione diretta a giudizio. La possibilità di evitare l’istruttoria dibattimentale può anche derivare da una scelta dell’imputato di accedere ad un rito alternativo, possibile fino alle richieste finali, quali il rito abbreviato, il patteggiamento o la messa alla prova.

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