Bussola

Testimonianza

30 Settembre 2015 |

Sommario

Inquadramento | Oggetto della testimonianza | La testimonianza indiretta | Capacità e compatibilità a testimoniare | Obblighi del testimone e privilegio contro l'autoncriminazione | La testimonianza assistita | Le ipotesi di astensione | Le regole per l'esame testimoniale | La valutazione della deposizione | Aspetti critici | Casistica |

 

  La disciplina normativa sulla testimonianza è collocata in due differenti settori del codice di procedura penale: i profili statici sono contenuti nel Libro III “Prove” (artt. 194–207) mentre quelli dinamici nel Libro VII “Giudizio” (artt. 497–500). In un sistema di matrice accusatoria – intriso dei principi del contraddittorio, dell’oralità e dell’immediatezza – la testimonianza rappresenta la “regina delle prove” per un duplice aspetto: da un lato, esalta la capacità di condizionamento dialettico delle conoscenze nel processo e, dall’altro, è il mezzo di prova che meglio si presta ai connotati di approfondimento di giudice e contendenti.  Pur non essendo offerta dalle norme alcuna definizione, la testimonianza consiste sostanzialmente nella rappresentazione di una esperienza percettiva acquisita da un soggetto, solitamente estraneo al processo, e poi asserita ed offerta al giudice per consentirgli di ricostruire circostanze e modalità del fatto penalmente rilevanti. È proprio sulla mancanza di interesse nella vicenda processuale che si differenzia la dichiarazione del testimone da quella accusatoria del correo. Preme anticipare che la possibilità di sentire come testimoni il coimputato da giudicare o già giudicato (art. 197-bis), il pentito (art. 192, commi 3 e 4), il cong...

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