Bussola

Successione nel tempo di norme penali

Sommario

Inquadramento | Irretroattività della legge penale incriminatrice | Retroattività della legge penale abrogratrice | Conversione della pena detentiva in pecuniaria | Applicazione della legge più favorevole | Leggi eccezionali e temporanee | Il caso del decreto legge non convertito | La norma penale dichiarata costituzionalmente illegittima | La legge d'interpretazione autentica | I mutamenti giurisprudenziali | Abrogatio sine abolizione | La normativa processuale penale e quella dell'esecuzione penale | La disciplina delle misure di sicurezza | Il tempus commissi delicti | In conclusione |

 

La disciplina della legge penale nel tempo rientra, nel più ampio contesto, nel principio sulla efficacia della legge nel tempo, quale espressa dall'art. 11, comma 1, delle disposizioni preliminari al codice civile (le c.d. preleggi), in forza del quale: La legge non dispone che per l'avvenire: essa non ha effetto retroattivo.   Le preleggi, tuttavia, come è ben noto, per quanto di una valenza etica e politica molto precipua, dal profilo strettamente giuridico hanno la forza della legge ordinaria. Pertanto, l'art. 11 pur stabilendo il fondamentale principio della irretroattività della legge, può ben essere derogato da una qualsiasi legge successiva, che stabilisca la retroattività di quanto viene a disporre. Tenendo presente tale asserto e, soprattutto, l'esperienza del precedente regìme autoritario, il legislatore costituente ha delineato, nel quadro di una Costituzione rigida, ossia gerarchicamente sovraordinata rispetto alla legge ordinaria, la quale, quindi, non può derogarvi, alcuni princìpi fondamentali che reggono il settore penale, alla luce di una ratio non di certezza del diritto, ma di “garanzia” del soggetto. E in tale contesto si colloca l'art. 25, comma 2, della Costituzione che viene a sancire il principio generale della irretroattività della legge penale: Nessu...

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