Bussola

Rimedi risarcitori ex art. 35-ter ord. pen.

12 Settembre 2016 |

Sommario

Inquadramento | Presupposti e condizioni dell'azione risarcitoria | Riparto di competenza tra magistratura di sorveglianza e tribunale civile | Procedura davanti alla magistratura di sorveglianza | Procedura davanti al tribunale civile | Prescrizione e decadenza | La compensazione |

 

Come noto, con la sentenza Torreggiani ed altri c. Italia, n. 43517/09, 8 gennaio 2013, il nostro Paese è stato condannato dalla Corte europea dei diritti dell'uomo a causa del sistemico sovraffollamento del suo sistema carcerario. In tale occasione, la Corte di Strasburgo, ricorrendo alla formula della sentenza-pilota, non si era limitata ad accogliere il ricorso di alcuni detenuti ristretti in spazi assai esigui, cioè pari a 3 mq, ma aveva altresì richiesto al Governo italiano l'adozione di misure di carattere generale consistenti, da un lato, nel risolvere il grave problema del sovraffollamento carcerario, dall'altro, nell'invito ad adottare un rimedio, o un insieme di rimedi, tali da fornire una tutela tanto di tipo preventivo quanto – ed è ciò che interessa in questa sede – di tipo compensativo a garanzia del rispetto dei diritti dei detenuti previsti dalla Cedu. Tali rimedi, per i giudici di Strasburgo, avrebbero dovuto coesistere in modo complementare. In adempimento a tale richiesta, il Legislatore italiano, optando per rimedi di natura giurisdizionale, ha adottato l'art. 1 del decreto legge 26 giugno 2014, n. 92, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 117, recante modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, inserendo dopo l'art. 35-bis,rubricato Reclamo giurisdizi...

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