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Reclamo giurisdizionale (art. 35-bis ord. pen.)

Sommario

Inquadramento | La struttura del ricorso giurisdizionale | Le posizioni soggettive tutelabili | Il procedimento | Le impugnazioni |

 

Prima della riforma introdotta dal d.l. 23 dicembre 2013, n. 146, recante Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria, conv. dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, la tutela dei diritti delle persone detenute e internate era esperibile unicamente mediante l'inadeguato strumento del c.d. reclamo giurisdizionalizzato: un rimedio di matrice giurisprudenziale introdotto dalle Sezioni unite della Cassazione (Cass. pen. Sez. unite, 26 febbraio 2003, n. 25079), in seguito alla perdurante inerzia del Legislatore successiva alla sentenza della Corte costituzionale (Corte cost., 6 febbraio 1999, n. 26) che, censurando la lacuna presente nella legge di ordinamento penitenziario (l. 354/1975) in materia di tutela giurisdizionale delle posizioni soggettive dei detenuti e degli internati pregiudicate da atti o comportamenti dell'Amministrazione penitenziaria, aveva invitato il Parlamento a legiferare per colmare la rilevata lacuna. Il reclamo giurisdizionalizzato in questione, modellato sulla disciplina degli artt.14-ter, 35 e 69 della l. 354/1975, presentava aspetti di rilevante criticità sotto il profilo procedurale (particolarmente in tema di garanzia del contraddittorio) e, soprattutto, non assicurava l'eff...

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