Bussola

Procedimenti speciali

05 Agosto 2016 |

Sommario

Inquadramento | Le scelte processuali della difesa | Il giudizio abbreviato (artt. 438 – 443, 556 c.p.p.) | Il patteggiamento (artt. 444 – 448, 556 c.p.p.) | Il giudizio direttissimo (artt. 449 – 452 e 558 c.p.p.) | Il giudizio immediato (artt. 453 - 458 c.p.p.) | Il procedimento per decreto (artt. 459 – 464, 557 c.p.p.) | Oblazione (artt. 162 e 162 – bis c.p. e 464, comma 2, c.p.p.) |

 

Il codice di procedura penale indica con il termine procedimenti speciali quei riti caratterizzati da differenze tecniche rispetto all'archetipo del procedimento “ordinario”, tendenti tutte a semplificare i meccanismi processuali o ad abbreviare la durata del processo mediante forme di definizione anticipata rispetto alle forme del giudizio dibattimentale (cfr. Relazione al progetto preliminare al c.p.p.). La dottrina ha definito tali riti alternativi, semplificati, differenziati, acceleratori o anticipatori. Essi vanno distinti in due categorie: 1) quelli deflattivi rispetto al dibattimento, cioè che escludono il dibattimento, con definizione anticipata rispetto ad esso: giudizio abbreviato, applicazione della pena su richiesta, procedimento per decreto penale, procedimento di oblazione; 2) anticipatori rispetto al dibattimento, che, lungi dal deflazionare il dibattimento, giungono più rapidamente ad esso, anticipandolo: giudizio immediato e giudizio direttissimo. Nell'intenzione del legislatore, il loro comune denominatore va individuato, non nell'alternatività al dibattimento, bensì nello snellimento processuale, nell'economia dei giudizi, nella riduzione dei costi, nella contrazione del processo: nella massima semplificazione dello svolgimento processuale (direttiva n. 1 d...

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