Bussola

Peculato

Sommario

Inquadramento | Il bene giuridico tutelato | Soggetti attivi del reato e presupposti della condotta | L'oggetto materiale e la condotta di appropriazione | L'elemento psicologico | Forme di manifestazione del reato: circostanze, tentativo, concorso di persone | Rapporti con altri reati | Aspetti processuali | Casistica |

 

L'art. 314 c.p., nel prevedere il delitto di peculato, sanziona, al primo comma, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o altra cosa mobile altrui, se ne appropria. Si tratta di una fattispecie incriminatrice che appartiene al catalogo dei reati dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione,  che trova il suo principale fondamento nell'esigenza di tutelare sia il patrimonio della pubblica amministrazione, sia il buon andamento e l'imparzialità di questa (art. 97 Costituzione), e che è costruita come reato proprio, di mera condotta, implicante, sotto il profilo dell'elemento psicologico, il dolo generico. La fattispecie prevista dall'art. 314, comma 1, c.p. è ben distinta da altre due figure di illecito penale anch'esse descritte dal legislatore sotto il nomen iuris di peculato, e cioè dal peculato d'uso, di cui all'art. 314, comma 2, c.p., e dal peculato mediante profitto dell'errore altrui, di cui all'art. 316 c.p.

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