Bussola

Motivi e movente

02 Agosto 2019 |

Sommario

Inquadramento | Motivi, movente, causa, obiettivi e scopo | Il proteiforme rilievo giuridico dei motivi | (Segue). Rilevanza nella perimetrazione del tipo criminoso | (Segue). Nella configurazione dell'elemento subiettivo doloso | (Segue). Nella edificazione di cause di esclusione della punibilità (lato sensu intesa) | (Segue). Nella costruzione di fattispecie circostanziali: motivi abietti o futili | (Segue). Motivi di particolare valore morale o sociale | (Segue). In sede di commisurazione in senso stretto della sanzione | (Segue). In vista dell'elaborazione di determinate categorie di reato, cui seguono peculiari effetti giuridici | (Segue). I reati culturalmente motivati | Aspetti processuali |

 

Il sintagma motivo, ovvero movente, si riferisce ad una inclinazione psicologica, specificamente affettiva, che – superata la tradizionale, pretesa, “pura” separatezza (metodologica) tra i diversi saperi - merita di essere osservata da due (non già contrapposte, quanto piuttosto) complementari prospettive. Da un lato, quella c.d. ontologica (o pre/extra-giuridica), decrittabile tramite plurime scienze (tra cui spiccano filosofia, psicologia, sociologia, antropologia, financo biologia, specie con riferimento al ramo delle neuroscienze) che indagano essenza e connotazioni strutturali e funzionali proprie di tale dato psichico. Dall'altro, la prospettiva c.d. giuridica, ove – fermo il multiforme rilievo accordatogli dal legislatore – pare esservi una certa concordia nel definire tale coefficiente interiore come “il quid, la causa psichica, lo stimolo, la molla, l'impulso, il sentimento, l'istinto, che ha spinto, mosso, indotto, il soggetto ad agire (o ad omettere), che ha fatto scattare la volontà, che ha determinato l'individuo a delinquere” (Veneziani, Motivi e colpevolezza, Giappichelli, 2000, 3).

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