Bussola

Inutilizzabilità delle prove

08 Settembre 2015 |

Sommario

Inquadramento | Rilievi costituzionali | Prova “acquisita” e prova “ammessa” | La violazione del divieto di legge | Il principio di tassatività | Divieti impliciti e prova atipica | Divieti di rilievo costituzionale: la prova incostituzionale | Altri divieti: la prova illecita | Il regime dell’inutilizzabilità della prova e profili processuali | Rapporti con il sistema delle nullità | Le categorie della inutilizzabilità | Inutilizzabilità e giudizio abbreviato | L’inutilizzabilità derivata | Conclusioni |

 

Inesistenza, nullità, inammissibilità e inutilizzabilità sono i quattro modi di essere dell’invalidità dell’atto e dei suoi effetti. L’inutilizzabilità è la sanzione processuale posta a tutela della corretta formazione del materiale probatorio rilevante ai fini processuali: l’art. 191 c.p.p.prevede infatti l’inutilizzabilità delle “prove acquisite in violazione dei divieti di legge”. A differenza di quanto avviene per le nullità a cui il codice dedica un intero Titolo (il settimo) del Libro secondo, il sistema della inutilizzabilità si esaurisce in un unico articolo inserito tra le disposizioni generali che aprono il terzo libro incentrato sulle Prove. Il dettato normativo in materia di inutilizzabilità è piuttosto scarno: infatti non definisce in modo analitico l’inutilizzabilità ma ne tratteggia soltanto il regime (comma 2); non chiarisce se si tratta di una forma di invalidità dell’atto o di una regola di condotta per il giudice; non chiarisce se opera in quest’ambito il principio di tassatività; non regola i rapporti con nullità e irritualità (che trova il proprio riferimento normativo nell’art. 124 c.p.p.). Neppure il contenuto dell’art. 526, comma 1, c.p.p., che riprende la rubrica dell’art. 191 c.p.p., contribuisce a definire l’istituto, con la conseguenza che l’interpr...

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