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Intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche

07 Settembre 2015 |

Sommario

Inquadramento | Intercettazioni illecite, illegittime ed illegali | Il procedimento: a) l'attività del pubblico ministero | b) (Segue) la secretazione e la custodia | c) (Segue) la competenza giurisdizionale | d) (Segue) Il procedimento di distruzione delle intercettazioni illegali | e) (Segue) Il provvedimento conclusivo e i mezzi di gravame | f) (Segue) Il verbale di distruzione | Casistica |

 

Con il d.l. 22 settembre 2006, n. 259 recante “Disposizioni urgenti per il riordino della normativa in tema di intercettazioni telefoniche” convertito con modificazioni nella legge 20 novembre 2006, n. 281 è stato novellato l’art. 240 c.p.p. recante ora la rubrica “Documenti anonimi e relativi ad intercettazioni illegali”. Si tratta di una disposizione non applicabile alle intercettazioni autorizzate dall’autorità giudiziaria e svolte senza il rispetto delle prescrizioni di legge, soggette alla sanzione della inutilizzabilità di cui all’art. 271 c.p.p., ma alle attività di intercettazione effettuate in maniera del tutto illegale, rientranti nei concetti di “spionaggio” o di “dossieraggio illegali”, per le quali opera una sanzione di inutilizzabilità c.d. rafforzata. La disciplina, in particolare, riguarda i dati esteriori ed il contenuto di comunicazioni telefoniche e telematiche trasfusi in qualunque documento, atto o supporto. Generalmente, il riferimento è al materiale frutto delle attività illecite punite a norma degli artt. 615-bis, 617, 617-bis e 617-quater c.p.

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