Bussola

Imputabilità

20 Luglio 2015 |

Sommario

Inquadramento | Incapacità di intendere e di volere al momento del fatto per infermità di mente | L’irrilevanza degli stati emotivi e passionali | Ubriachezza e assunzione di sostanze stupefacenti: tra esclusione della punibilità ed aggravanti | Il sordomutismo | Il minore di età | Aspetti processuali |

 

L’imputabilità (capo I, Titolo IV del Libro I del codice penale; artt. 85-98 c.p) rappresenta un elemento costitutivo della colpevolezza e, segnatamente, il presupposto di essa. Esso individua le condizioni soggettive essenziali perché il fatto di reato possa essere attribuito (imputato, per l’appunto) al soggetto agente. Il codice penale identifica l’imputabilità con la capacità di intendere e volere dell’autore al momento del fatto. Tuttavia, non si tratta di un rapporto strettamente biunivoco in quanto, se da un lato, è certamente vero che un soggetto capace di intendere e volere al momento del fatto è anche imputabile, dall’altro lato, non è altrettanto vero che una persona incapace di intendere e volere (intesa in senso naturalistico) sia sempre e comunque non imputabile (si pensi a chi commetta un reato in stato di piena ubriachezza, non dovuto a caso fortuito o forza maggiore). La formula “capacità di intendere e volere” non rappresenta un’endiadi, intercorrendo una profonda differenza tra le due attitudini: la “capacità di intendere” rappresenta l’idoneità del soggetto a rendersi conto del valore delle proprie azioni, ad “orientarsi nel mondo esterno secondo una concezione non distorta della realtà”, e quindi si identifica nella capacità di rendersi conto del significa...

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