Bussola

Evasione

11 Ottobre 2016 |

Sommario

Inquadramento | Soggetto attivo | Presupposto | Elemento oggettivo | Elemento soggettivo | Consumazione del delitto | Trattamento sanzionatorio, circostanze aggravanti e attenuanti | Aspetti processuali | Guida all'approfondimento |

 

Il reato di evasione, contemplato dall'art. 385 c.p., punisce la condotta di colui che, legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade, rompendo il vincolo apposto alla sua libertà personale. Si tratta di una incriminazione che rappresenta una costante nella storia del diritto penale italiano, benché si possano riscontrare significative differenze tra le descrizioni della fattispecie tipica contenuta in ciascun codice. Ad esempio, diversamente dal codice Rocco, attualmente vigente, il codice Zanardelli del 1889, all'art. 226, puniva la condotta di evasione soltanto qualora fosse stata commessa usando violenza contro le persone o mediante rottura. La disposizione è contenuta nel Capo II dedicato ai delitti contro l'autorità delle decisioni giudiziarie e da tale collocazione, quindi, si può desumere anche quale è il bene giuridico tutelato dalla norma. In questa ottica, peraltro, l'incriminazione è compresa in un più ampio contesto che mira reprimere manifestazioni criminose che ledono l'autorità delle decisioni in materia di privazione della libertà personale. Il Legislatore, infatti, non punisce soltanto l'evasione ma anche, e più gravemente, la procurata evasione (art. 386 c.p.), ovvero la condotta di colui che procura o agevola l'evasione di un soggetto; la condotta di ...

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