Bussola

Droga (traffico di)

29 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | | Il principio attivo | L’elemento materiale e il bene giuridico protetto | Le singole condotte vietate | Gli elementi sintomatici della destinazione ad uso esclusivamente personale | L’elemento soggettivo | Il concorso di persone nel reato | Le principali circostanze attenuanti ed aggravanti | Aspetti processuali |

 

L’art. 73 d.P.R 309/1990 punisce chiunque coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede o riceve a qualsiasi titolo, distribuisce, commercia, acquista, trasporta, esporta, importa, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo o comunque illecitamente detiene sostanze stupefacenti o psicotrope. L’assetto della norma incriminatrice è di recente venuto a mutare più volte: a otto anni dall’entrata in vigore della l. 49/2006 (c.d. legge Fini-Giovanardi), che aveva radicalmente innovato la disciplina delle sostanze stupefacenti acuendone gli aspetti repressivi ed introducendo la contestata equiparazione tra droghe “leggere” e droghe “pesanti”, la sentenza n. 32 del 21 febbraio 2014 della Corte Costituzionale ha spazzato via la parte più significativa di quella novella, viziata da un illegittimo ricorso alla decretazione di urgenza, facendo rivivere l’originario impianto normativo del d.P.R 309/1990 (c.d. legge Jervolino-Vassalli). Poco prima, il d.l. 146/2013 aveva trasformato la circostanza attenuante del fatto di lieve entità, prevista dal comma 5 dell’art. 73 d.P.R. 309/1990, in fattispecie autonoma di reato, al dichiarato scopo di ridurre la presenza nella popolazione carceraria dei soggetti tossicodipen...

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