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Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa

05 Agosto 2015 |

Sommario

Inquadramento | La necessità di indicazione specifica dei luoghi cui è fatto divieto di avvicinamento | Il divieto di avvicinamento alla persona offesa | Cumulabilità delle prescrizioni | I soggetti protetti | Esigenze di lavoro o abitative | Revoca e sostituzione della misura: coinvolgimento della vittima |

 

Il  divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima è una misura cautelare personale, di tipo coercitivo, introdotta nel nostro ordinamento con il d.l. 23 febbraio 2009, n. 11, convertito in legge 23 aprile 2009, n. 38 (misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori) quale strumento di repressione del reato di atti persecutori (art. 612-bis c.p., c.d. stalking). Con tale strumento cautelare, disciplinato dall’art. 282-ter c.p.p., il giudice prescrive all’indiziato di non avvicinarsi a luoghi, determinati, che siano abitualmente frequentati dalla persona offesa, ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa (comma 1). Qualora esistano ulteriori esigenze di cautela, le medesime prescrizioni possono essere disposte anche a tutela dei prossimi congiunti, dei conviventi o di persone legate alla vittima da relazione affettiva (comma 2). Tali provvedimenti possono essere, inoltre, integrati con l’ulteriore prescrizione rivolta all’indiziato del divieto di comunicare, con qualsiasi mezzo, con le persone a tutela delle quali è stata disposta la misura. Se, per far fronte ad esigenze lavorative o abitative, il soggetto colpito dalla misura deve, comunque, avvicina...

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