Bussola

Diffamazione

27 Agosto 2015 |

Sommario

Inquadramento | Bene giuridico | Soggetto attivo e soggetto passivo | Elemento oggettivo | Elemento soggettivo | Consumazione e tentativo | Circostanze | Diffamazione a mezzo internet | Intervista con contenuto diffamatorio | Aspetti processuali | Casistica |

 

Punita dall’art. 595 c.p., la diffamazione è integrata dalla condotta di colui il quale, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione. Il legislatore ha previsto tre circostanze aggravanti speciali che ricorrono, rispettivamente, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, se è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità ovvero in atto pubblico, se, infine, è rivolta ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad un’autorità costituita in collegio. La diffamazione segue l’ingiuria nel Capo II, Titolo XII, Libro II del codice penale, dedicato ai delitti contro l’onore. Se l’art. 594 c.p., che disciplina appunto l’ingiuria, richiede la presenza della persona offesa, al contrario il successivo art. 595 c.p. – e in ciò sta l’elemento distintivo tra i due reati – si caratterizza per l’assenza dell’offeso, circostanza che spiega la maggiore gravità della diffamazione rispetto all’ingiuria.

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