Bussola

Dichiarazione infedele

15 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Le dichiarazioni fiscali rilevanti ed i soggetti attivi | Dagli “elementi passivi fittizi” agli “elementi passivi inesistenti” | Dichiarazione infedele e valutazioni: la rilevanza dell’indicazione dei “criteri concretamente applicati” | L’elemento soggettivo del delitto di dichiarazione infedele e le soglie di punibilità | Questioni di diritto intertemporale: la parziale abolitio criminis introdotta dalla nuova fattispecie |

 

L’art. 4 del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 158, ha apportato significative modificazioni alla fattispecie di dichiarazione infedele di cui all’art. 4, d.lgs. 74/2000, nell’intento di contenere il rischio penale potenzialmente derivante da fatti privi di una reale finalità di evasione fiscale ma, più semplicemente, indotti dalla complessità del sistema tributario e dagli ampi margini di opinabilità che talora presenta l’applicazione - soprattutto - delle norme destinate ad intervenire su questioni valutative. In particolare, la compressione dell’area di rilevanza penale avviene, sostanzialmente, lungo due direttrici. La prima, più evidente, vede un innalzamento della soglia di punibilità parametrata all’imposta evasa (cfr. art. 4, comma 1, lett. a), d.lgs. 74/2000), che da € 50.000 è stata incrementata ad € 150.000; la seconda, invece, consiste nell’introduzione in seno all’art. 4 di due commi, 1-bis ed 1-ter, volti – in sostanza – a ridurre la rilevanza penale delle valutazioni e, soprattutto, dei componenti negativi di reddito imputati dal contribuente che, seppur “reali”, risultano privi di rilevanza fiscale. La riforma, quindi, ci restituisce una fattispecie di dichiarazione infedele significativamente svuotata di contenuto, figlia di una scelta di politica criminale che si ...

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