Bussola

Delitto tentato

Sommario

Inquadramento | Le fasi dell'iter criminis | Atti preparatori ed atti esecutivi | La struttura della fattispecie | L'idoneità degli atti | L'univocitá degli atti | L'elemento soggettivo | La desistenza volontaria | Il recesso attivo | Casistica |

 

La fattispecie del delitto tentato, disciplinata dall'art. 56 c.p., si iscrive tra le forme di manifestazione del reato, caratterizzandosi per la mancata produzione dell'evento – soggettivamente voluto dall'agente – all'esito della realizzazione della condotta tipica, ovvero di parte di essa. La funzione politico-criminale della disposizione, dunque, è quella di estendere la responsabilità penale anche a chi tenta, senza riuscirvi, di commettere un delitto. Sotto questo aspetto, dunque, attraverso la tipizzazione autonoma del delitto tentato, si mira a prevenire anche la mera esposizione a pericolo di beni giuridicamente protetti.

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