Bussola

Custodia cautelare in carcere

16 Luglio 2015 |

Sommario

Inquadramento | Le novità del d.l. 152/1992 e della l. 47/2015 | | Il principio della extrema ratio | Presunzioni assolute e presunzioni relative | Obbligo di motivazione sull’inadeguatezza degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico | Custodia cautelare in carcere e specifiche situazioni soggettive | Profili applicativi |

 

Nel difficile contemperamento tra le esigenze di cautela sociale e processuale sottese al sistema delle misure cautelari, da una parte, e le ragioni di tutela dei diritti dell’indagato/imputato, dall’altra, la custodia cautelare in carcere si configura come extrema ratio. Ciò vuol dire che – in forza dei principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità, dettati dall’art. 275 c.p.p., e del principio del “minimo sacrificio necessario” della libertà personale, desumibile dalle previsioni degli artt. 13, comma 1, e 27, comma 2, Cost. – il ricorso alla carcerazione preventiva risulta giustificato sol quando sia impossibile salvaguardare le esigenze cautelari ravvisabili nel caso concreto con altra misura meno invasiva, selezionata entro la gamma di strumenti predisposti dal legislatore (artt. 281-286 c.p.p.).

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