Bussola

Corruzione

Sommario

Inquadramento | La riforma dei delitti di corruzione | Classificazione delle forme di corruzione | Aspetti comuni dei delitti di corruzione | Il bene giuridico tutelato | La struttura del delitti di corruzione: reati a concorso necessario o fattispecie monosoggettive | Consumazione | Istigazione e tentativo | Dall'atto alla funzione: la corruzione per l'esercizio della funzione | I rapporti con la corruzione propria | Aspetti processuali | Casistica |

 

I delitti di corruzione sono inclusi nel Capo I del Titolo II del Libro II del codice penale, dedicato ai delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione. Si tratta di diverse fattispecie incriminatrici che vanno a costituire un articolato e complesso sistema normativo che comprende le seguenti figure criminose: corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.); corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, anche detta corruzione propria (art. 319 c.p.); corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.). Alle norme citate, che descrivono la condotta tipica del pubblico agente (c.d. corruzione passiva), si affianca l’art. 321 c.p. (rubricato “Pene per il corruttore”) che estende, per ciascuna delle ipotesi prese in considerazione, la punibilità alla condotta del soggetto privato che dà o promette un’utilità al pubblico agente (c.d. corruzione attiva). Inoltre, all’art. 322 c.p., si prevede l’autonoma incriminazione delle varie forme di istigazione alla corruzione, relative alle ipotesi in cui all’iniziativa corruttiva intrapresa da uno dei due soggetti non corrisponda l’accettazione da parte dell’altro. Infine, attraverso l’art. 322-bis, comma 1, c.p. si è provveduto, tra l’altro, all’estensione delle varie figure di corruzione domestica alle i...

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