Bussola

Correzione degli errori materiali in provvedimenti del giudice

17 Gennaio 2017 |

Sommario

Inquadramento | Il procedimento | Casistica |

 

La necessità di avere nel processo atti che non deviano dallo schema tipo impone l’individuazione di strumenti processuali atti a rimuovere le situazioni non rispondenti al dettato normativo. Fra questi si annovera la procedura di correzione degli errori materiali, riservata alle divaricazioni meno significative (art. 130 c.p.p.). Sono tre i presupposti per procedere con il rito de quo. In primo luogo, si tratta unicamente dei provvedimenti adottati dal giudice nelle forme indicate dall’art. 125 c.p.p. (v. bussola Atti e provvedimenti del giudice), riportabili al modello delle sentenze, ordinanze e decreti, come si evince dal chiaro dettato normativo, dalla sua collocazione all’interno del Libro II (Atti e provvedimenti del giudice) nonché dall’espressa previsione che la competenza spetti al giudice che ha emesso il provvedimento.   In evidenza La procedura potrà riguardare tanto i provvedimenti dati nella fase predibattimentale e dibattimentale, quanto quelli emessi da organi giurisdizionali nell’ambito delle indagini preliminari e nel corso del procedimento intermedio di rinvio a giudizio. Sono, pertanto, soggette a correzione anche le ordinanze emesse dal tribunale della libertà nonché i provvedimenti della Cassazione.   Ne restano così esclusi i provvedimenti del P.M. ...

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